Finanza
Tre sonate di Beethoven con Martin Helmchen e Frank Zimmermann
FIRENZE. Dopo tanto Brahms, in attesa dell’appuntamento conclusivo il 6 luglio con Zubuin Mehta e Daniel Barenboim, il Maggio si concede stasera una pausa beethoveniana con il violinista Frank Peter Zimmermann e il pianista Martin Helmchen. Il programma smista tre sonate per violino e pianoforte: la op. 30 n. 3, la op. 47 “A Kreutzer” e la op. 96.
La prima ha un’atmosfera serena, allietata da guizzi umoristici la cui figurazione tumultuosa, ritmicamente incalzante, è l’elemento dominante, mentre d’intorno fioriscono le affabili, a volte timide, frasi del violino. La celebre sonata a Kreutzer, abbozzata nel 1802 e completata nel 1803, è passata alla storia perché nel titolo, fin dalla prima edizione a stampa, accoglie il nome del dedicatario: il violinista Rodolphe Kreutzer, all’epoca uno dei più celebrati virtuosi, che Beethoven aveva conosciuto a Vienna. Solo che Kreutzer quella sonata a lui ufficialmente dedicata non la eseguì mai, ritenendola troppo difficile oltre che bizzarra. Negli anni in cui vedono la luce la Settima e Ottava Sinfonia, nasce anche la Sonata op. 96, caratterizzata dagli stessi toni apollinei, dagli equilibri formali e dall’anelito alla semplicità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
