Toscana
“Colibrì” diventa un film sulle spiagge dell’Argentario
Il set di Archibugi (dal libro di Veronesi) alla Tagliata di Ansedonia e Porto Ercole. Kasia Smutniak, Pierfrancesco Favino e Nanni Moretti fra i protagonisti
ORBETELLO. Nanni Moretti è fotografato mentre raggiunge la spiaggia con il volto coperto dalla mascherina, mentre Kasia Smutniak sorseggia una bibita e porge un gelato al figlio. A poca distanza c’è Pierfrancesco Favino. Scene quotidiane dal set, di fronte alle meraviglie del mare. Attori, regia e troupe stanno lavorando in questi giorni tra Ansedonia e Porto Ercole, all’Argentario, per le riprese di “Colibrì”, film diretto da Francesca Archibugi tratto dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi (edizioni La nave di Teseo) premio Strega l’anno scorso.
Dopo essere stata scelta da Gabriele Muccino per i ciak della serie tv “A casa tutti bene”, la costa d’Argento torna dunque sotto i riflettori con la pellicola prodotta dalla Fandango e Raicinema e il cui protagonista, Marco Carrera, ha il volto di un eccellente Favino.
Ambientata in un tempo “liquido” che dai primi anni ‘70 raggiunge un prossimo futuro, la storia scavalca più fasi temporali per raccontare l’incontro di Marco con la bellissima Luisa Lattes; amore che non sarà mai consumato ma che non si spegnerà mai. La bellezza metafisica dei luoghi maremmani concilia l’ispirazione e aiuta la storia a dipanarsi lungo le giuste traiettorie interiori. I sapori genuini, puri e schietti, condiscono il tutto.
Sopra la spiaggia della Tagliata gli attori trovano ristoro nel chiosco, dove tra un ciak e l’altro si fermano a prendere un gelato, sorseggiare una bibita o un caffè. A pranzo si rifocillano con i menu di Angelo, chef del ristorante Vinicio che ad Ansedonia fa servizio catering e raggiunge la troupe con cestini colmi di cibarie, verdure in primis. Di sera, Kasia Smutniak si concede con la famiglia una cena al Pescatore, sempre di Ansedonia.
La natura è una meraviglia qua. Sulla scalinata che porta alla Tagliata sono stati sistemati lampioni; di sera la spiaggia è rischiarata da candele. Un’illuminazione speciale fa risplendere il set e la bellezza di questo luogo incastonato nel versante sud est del colle di Ansedonia. Nell’antichità sorgeva qua il piccolo porto della città di Cosa, in cui sono ancora visibili i resti semi sommersi dal mare di moli e frangiflutti. A pochi metri spunta lo Spacco della Regina: fenditura naturale della roccia che anticamente svolgeva le stesse funzioni della Tagliata, finché una frana la rese inagibile e venne riutilizzata (si dice) per celebrare riti religiosi. Gli attori recitano in spiaggia; alle spalle gli scorci rocciosi dello Spacco. Di notte vanno a dormire all’hotel San Biagio di Orbetello, lo stesso in cui a maggio furono selezionate le comparse.
Franco Bastanti, titolare del ristorante Vinicio, ogni giorno segue gli spostamenti della troupe tra Ansedonia e Porto Ercole, con il servizio catering: «Molto bello e divertente – racconta – Gli attori sono simpatici e alla mano: mi paiono felici di essere in Maremma a girare». Per di più apprezzano la cucina. «Il nostro chef Angelo è bravo e attento a preparare i piatti per soddisfare i loro palati: loro, gli attori, prediligono le verdure, quindi proponiamo primi ad hoc, per esempio ieri c’erano delle ottime penne con melanzane. Cose maremmane insomma», senza lanciarsi in acrobazie fuori contesto. Inoltre, poiché con il Covid vigono regole precise e si devono dare solo «alimenti inscatolati e chiusi, abbiamo preparato dei cestini». Verdure, pesce o carne, formaggi. Alla Tagliata gli attori ritirano il cestino di Vinicio. E tornano a “tuffarsi” a capofitto nel film, di fronte al mare. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
