Il Tirreno

Due giovani artisti rileggono la tragedia dell’alluvione nell’alta Versilia

Sabrina Chiellini
Due giovani artisti rileggono la tragedia dell’alluvione nell’alta Versilia

Le opere di Gennifer Deri e Michele Pardini sono al centro dell’esposizione itinerante che debutterà venerdì 

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Entrando nelle sale della mostra “Con-tatto” sarà come rivivere i giorni dell’alluvione che 25 anni fa ferì l’alta Versilia. Testimonianze, fotografie e video interviste offrono una rielaborazione artistica in chiave contemporanea della tragedia di Cardoso. Elaborare il dolore per ricostruire.

Il 19 giugno 1996 i territori della Versilia e della Garfagnana furono colpiti dalla furia delle acque. L’alluvione causò 14 vittime e segnò un territorio che ha saputo essere un esempio nella ricostruzione: a lungo si è parlato di un “modello Versilia”. Per ricordare le vittime e i giorni della devastazione, è nata una mostra diffusa tra Stazzema (18 giugno-11 luglio), Seravezza (18 giugno-11 luglio), Forte dei Marmi (8 giugno-1° agosto) e Pietrasanta (19 giugno-11 luglio). Il progetto è degli artisti Gennifer Deri e Michele Pardini e curato da Lorenzo Belli.

Fin dall’inizio l’obiettivo di Gennifer Deri di Cardoso (che all’epoca dell’alluvione aveva 5 anni e ricorda la grande paura) e del collega Michele Pardini di Pietrasanta, è sempre stato quello di creare un ambiente nel quale si riflettesse lo «stress post traumatico delle persone coinvolte, dei superstiti e di un territorio, contaminando la nostra arte nella costante ricerca di renderlo attuale. Un percorso fatto di studio e passione», spiegano gli autori. “Con-tatto” Diciannove96 racconta attraverso l’arte non solo la paura ma anche le straordinarie capacità e l’incessante lavoro degli “angeli del fango”. Una mostra quasi corale: i cittadini si sono rivelati una risorsa preziosa, mettendo a disposizione le fotografie e i racconti.

L’iniziativa è stata presentata a Firenze. «All’epoca si pensava che fosse un evento unico, occasionale, in realtà i cambiamenti climatici ci hanno detto che dobbiamo investire sempre di più contro il dissesto idrogeologico, mettere risorse vere. Perché quello che è accaduto non accada mai più» sottolinea il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo. Nella sala del consiglio regionale erano stati invitati anche Vannino Chiti e Paolo Fontanelli, protagonisti di quei giorni. «Entrambi gestirono in maniera egregia quei mesi difficili, e ho voluto che ci fossero anche i sindaci, perché nel ricordo collettivo c’è la capacità di guardare al futuro. Una mostra che sono orgoglioso di dire verrà ospitata nel centro espositivo del Consiglio regionale», ha aggiunto Mazzeo.

In prima linea in quei giorni drammatici c’era anche l’attuale sindaco di Stazzema, Maurizio Verona: «Rimane una ferita aperta perché la nostra comunità in quell’alluvione ha perso 14 cittadini. Ricordo i duecentocinquanta milioni di euro spesi bene per la messa in sicurezza dell’asse fluviale del fiume Versilia. Oggi questa mostra guarda anche un po’ al futuro, raccontando ciò che è accaduto. Rendendo protagonisti i paesani del comune di Stazzema, i cardosini soprattutto. La comunità della Versilia ha vivo questo ricordo ed è un ricordo purtroppo di una giornata funesta». Non dimentica quei momenti il consigliere regionale Mario Puppa, ex sindaco di Careggine. «Dobbiamo dare una risposta allo spopolamento dei nostri territori. Nella riflessione post pandemia, il dramma della fragilità delle aree periferiche deve restare centrale». —

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