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san miniato 

Cristicchi “spirituale” per la Festa del teatro nel segno di Dante

Gabriele Rizza
Cristicchi “spirituale” per la Festa del teatro nel segno di Dante

Nel cartellone del Dramma Popolare anche Giagnoni, il “Giuda” di Nisi e le Rime con Andrea e Angela Giuntini

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Gabriele Rizza

La Festa del Teatro di San Miniato, nata 75 anni fa per iniziativa dell’Istituto del Dramma Popolare, svela il nuovo cartellone messo a punto dal direttore artistico Masolino D’Amico, in sintonia con l’eco dantesca che anima in lungo e largo questo 2021.

Evocato dalla torre di Federico, simbolo della città, ricordata nella Divina Commedia a proposito di Pier delle Vigne, il cammino alla riscoperta del Sommo Poeta nel settimo centenario della morte trova il punto di massima espressione nello spettacolo “Dalle tenebre alla luce” di Simone Cristicchi, che il 23 luglio debutterà nella tradizionale cornice di piazza del Duomo. Cristicchi disegna una “geografia dello spirito”, si affida alle voci potenti dei mistici di ogni tempo accompagnato dall’Orchestra Oida di Arezzo e dalle musiche di Valter Sivilotti, si immerge nel Paradiso per giungere a una riflessione che investe la contemporaneità, compie un viaggio interiore in cui riflessioni poetiche e spirituali si intrecciano, provando a indicare la strada per un Eden ideale, in sinergia produttiva tra Elsinor, Arca Azzurra, Accademia Perduta Romagna Teatri e Istituto Dramma Popolare.

Cristicchi chiuderà la Festa che si aprirà il 24 giugno con “Foco mettesti dentro in la mia mente” di Andrea e Angela Giuntini che compongono le tessere di un mosaico inedito, fra rivelazioni e provocazioni, attorno ad alcuni passaggi della Rime dantesche. Il primo luglio è di scena “Polvere” di Pierfrancesco Nacca, regia Giulia Paoletti, la vita di piombo e diossina che si respira a Taranto all’ombra dell’acciaieria, mentre il 5 luglio segna il ritorno a San Miniato di Maximilian Nisi, qui protagonista negli anni ‘90, con un “Giuda” che esce dalla damnatio dove è stato recluso, per dare la sua versione dei fatti, riscrivendo i confini del suo rapporto con Cristo.

L’8 luglio sarà la volta di “Settanta volte sette” di Clara Sancricca che mette a fuoco il tema del perdono come imprescindibile snodo delle relazioni umane, e a seguire il 12 luglio “La metafisica della bellezza”, un progetto di e con Elena Arvigo che apre le “case chiuse” attraverso le voci drammatiche delle lettere che giunsero alla senatrice Merlin dopo il suo impegno per liberare le donne dalla schiavitù della prostituzione.

Infine il 15 luglio sarà la volta di “Vergine Madre”, canti commenti e racconti di un’anima in cerca di salvezza usciti dalla terzine della Divina Commedia, interpretati da Lucilla Giagnoni. —

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di Redazione web