Sicurezza
Fiesole premia l’opera a tutto tondo di Mario Martone
Il 4 luglio l’incontro e la consegna del riconoscimento poi la rassegna dei suoi film fra Teatro romano e Uffizi
Gabriele Rizza
FIRENZE. Sospeso lo scorso anno causa Covid, il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, organizzato dal Comune insieme al Sindacato critici cinematografici e Fondazione sistema Toscana, riparte dall’Italia. E dopo Paolo Sorrentino incorona Mario Martone nella sempre suggestiva cornice del teatro romano domenica 4 luglio. La scaletta della serata prevede a partire delle 20,30 l’incontro con l’autore, la presentazione della monografia a lui dedicata edita dalla pisana Ets, la cerimonia di premiazione e al termine la proiezione di “L’amore molesto”, il film del 1995 passato in concorso al Festival di Cannes. Ospiti anche Marianna Fontana e Edoardo Scarpetta, già protagonisti di “Capri Revolution”, con quest’ultimo che ritroviamo nel suo ultimo lavoro, “Qui rido io”, il film che ricostruisce la storia dell’omonimo bisnonno, padre naturale ma ufficialmente zio dei fratelli De Filippo.
La scelta di Martone poggia su solide basi. Quelle di un autore a tutto tondo, sempre criticamente impegnato a destreggiarsi fra regia cinematografica e teatrale (prosa e lirica), memore di una “avventurosa” linea di ricerca che non l’ha mai abbandonato, a partire dagli esordi alla fine degli anni Settanta con il gruppo Falso Movimento, ribadita dalle recenti esperienze, come la rilettura della “Traviata” verdiana che diventa un film per la televisione girato fra la sala, i palchetti e il palcoscenico dell’Opera di Roma. «Mario Martone – spiega il direttore artistico Massimo Tria – rappresenta il trait d’union fra la tradizione dei grandi maestri Rossellini Pasolini Visconti, e la riflessione sulla modernità e sulle radici profonde della nostra cultura. Da Rossellini eredita l’etica della visione, di Pasolini segue e adatta l’analisi politico antropologica sull’uomo moderno, con Visconti dialoga in forza dei presupposti tragici della sua messinscena». Del rapporto con la natura, con la storia, con la scienza, della ricerca della felicità, del valore delle illusioni, della gloria e vanagloria, del raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente, della caducità emergenziale, psicologicamente fragile della natura umana, spesso in rapporto alle opere letterarie che fanno da fondamenta ispiratrici, sono portavoce i film di Martone.
Ecco l’occasione del Premio consente di ripassarne alcuni: a Firenze per la rassegna “Apriti cinema” in programma al Piazzale degli Uffizi “Morte di un matematico napoletano” (1992), “Teatro di guerra” (1998) e “L’odore del sangue” (2004); a Fiesole al Teatro romano “Capri Revolution” (2018) e “Il giovane favoloso” (2014).
L’edizione è dedicata alla memoria di Claudio Carabba. Il 4 luglio ingresso libero su prenotazione. —
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