Italia
Sophia Loren è fiorentina per un giorno fra squilli di chiarine, folla e cori da stadio
L’attrice ha ricevuto le Chiavi della Città in Palazzo Vecchio, poi ha inaugurato un ristorante che porta il suo nome
Gabriele Rizza
Firenze per Sofia, Sofia per Firenze. Come in un classico film d’autore la giornata di Sofia Loren nel capoluogo toscano si consuma in due tempi. Prima in Palazzo Vecchio, la parte ufficiale, riservata alla stampa, giunta e assessori, con la consegna delle Chiavi della Città da parte del sindaco Dario Nardella. Poi il bagno di folla, con la gente assiepata in attesa davanti al locale che porta il suo nome sotto i portici di via Brunelleschi, nel cuore della città a due passi da piazza della Repubblica.
Che non sarà il tappeto rosso di Cannes o Venezia, ma il rituale è lo stesso, anche più genuino: il servizio d’ordine fa fatica a tenere a bada l’entusiasmo che sfocia nel coro “Sofia Sofia”, tipico da loggionisti, mentre qualcuno butta lì un “Viva Napoli” che va sempre bene. Anche perché il tifo è da stadio: Sofia generosamente ringrazia, scivola sulla passerella bersagliata dai flash (avremmo detto una volta, ora sono solo elettronica e telefonini), getta baci, elargisce sorrisi, scambia qualche battuta.
È il battesimo ufficiale del “Sofia Loren Original Italian Food”, ristorante pizzeria ma anche caffetteria e piano bar che fa parte della catena lanciata dalla società Dream Food, presieduta da Luciano Cimmino, un progetto partito proprio da Firenze ma destinato ad allargarsi nei prossimi mesi anche all’estero.
Sofia Loren mantiene il segreto di un divismo discreto e consapevole. Un riservatezza che si innesta spontanea alla fama che la circonda. Lo ha fatto vedere nei giorni scorsi durante la serata dei David di Donatello, dove è stata premiata per “La vita davanti a sé”, l’ha confermato in questa mattinata fiorentina, parca di parole ma ugualmente emozionante. In tailleur bianco, al braccio del sindaco, nel cortile di Michelozzo, Sofia ha avuto un tremito di sorpresa quando al suo arrivo le chiarine hanno lanciato il loro acuto dando inizio alla cerimonia. «Siamo profondamente grati per questa visita – ha detto il primo cittadino di Firenze – e onorati di consegnare questo prestigioso riconoscimento a un’icona mondiale della nostra cultura che da anni ci fa gioire ed emozionare». Poche, sentite parole, come quelle di Sofia: «Mi piace vedere tanta gente che mi vuole bene. Questa è una città meravigliosa, sono molto emozionata». Le chiarine riecheggiano di nuovo, niente paura, la cerimonia si conclude, ma il sindaco si riserva un simpatico fuori programma: imbraccia il violino e esegue la melodia di “O’ sole mio”. Commenta Sofia: «Non ha sbagliato una nota».
Si legge nella motivazione del riconoscimento fiorentino: «Diva dal fascino mediterraneo e soprattutto Donna Verace, capace di toccare il cuore di milioni di persone con il suo talento e la sua straordinaria sensibilità, spaziando dal cinema, alla letteratura, alla tradizione culinaria. Simbolo di una creatività che unisce Napoli a Firenze, l’Italia e l’America, e che, come lo sguardo di questa straordinaria attrice, non ha età, perché vive ogni giorno come se fosse sempre l’inizio di un nuovo bellissimo capitolo». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
