Il Tirreno

UNA RICERCA STORICA IN UMBRIA 

Divina Commedia, il giallo del primo stampatore

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PERUGIA. A lui, a Foligno, è stata dedicata una lapide e intitolata una strada, ma non fu «Evangelista Mei» ad affiancare il tipografo Giovanni Numeister, originario di Magonza, per la stampa della prima edizione al mondo della Divina Commedia, nella città umbra, l'11 aprile 1472. Si tratterebbe, invece, di Evangelista Angelini, figlio di un notaio, nato e vissuto a Trevi nella seconda metà del Quindicesimo secolo, che è stato ignorato per cinque secoli e per il quale ora un giornalista folignate chiede un «doveroso riconoscimento in termini toponomastici». A portare involontariamente fuori strada gli studiosi per circa 550 anni – afferma il giornalista, Roberto Testa, che ha condotto un'attenta ricerca sulla vicenda – è stato proprio il tipografo tedesco, il quale, terminato di stampare quel famoso incunabolo, nell'ultimo capoverso del colophon, corrispondente alle odierne note editoriali, scrisse in forma poetica che insieme a lui aveva lavorato «El fulginato Evangelista mei». Per molti secoli, nessuno ha tenuto in condiderazione che quel “mei”, scritto in minuscolo non fosse affatto il cognome dell'altro stampatore, ma un semplice aggettivo possessivo, con il quale il tipografo magontino aveva inteso dire «il mio», sottintendendo forse «amico». Nel 1865 furono per primi gli amministratori del Comune di Foligno, in occasione del sesto centenario della nascita di Dante Alighieri, apposero in sua memoria una lapide marmorea sulla facciata di Palazzo Orfini, visibile tuttora su piazza della Repubblica, L'errore è stato poi ripetuto negli anni '60 del secolo scorso quando lo stesso Comune decise di dedicare una via (ultima traversa a destra di via N. Sauro) al celebre stampatore dantesco. —

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di Redazione Pisa