Il Tirreno

Andiamo a passare qualche giorno da sogno nella “casina degli amori” di Puccini

Donatella Francesconi

La costruzione su un isolotto del lago di Massaciuccoli acquistata da un privato che ora vuole darle una nuova vita 

2 MINUTI DI LETTURA





Donatella Francesconi

viareggio. Il tetto ha le tegole che sembrano quelle dei disegni dei bambini e la piccola finestra del piano superiore si apre su quel lago di Massaciuccoli che era la casa di Giacomo Puccini: poco più di 60 metri quadrati di casa, datata metà dell’Ottocento, su un isolotto in mezzo al lago, sponda di Vecchiano. La costruzione, nota come la “casina” degli amori pucciniani, è oggi destinata a nuova vita, dopo l’acquisto da parte di Pasquale Sgrò, titolare dell’omonimo studio viareggino di sicurezza sul lavoro, ideatore della Fondazione culturale Sgrò. La competizione per aggiudicarsi il bene della famiglia Guidotti della Farmaceutica pisana ha visto vincente il progetto presentato dal concorrente viareggino, contro quello della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca. La suggestiva costruzione è destinata a diventare luogo dove – chi avrà una certa disponibilità economica – potrà soggiornare, come spiega lo stesso Sgrò, «vivendo a pieno l’atmosfera pucciniana». Tra le idee, anche quella di far levare nell’aria le note del Maestro ogni giorno dalle 18.

La struttura, che nell’arco della sua esistenza è stata casa della Dogana e abitazione dei guardiacaccia dei marchesi Ginori, regge. I solai non devono essere toccati, spiega Sgrò al Tirreno, e la casa è anche dotata di un servizio igienico interno. Tutto appare da ristrutturare nella stanza al piano terra (dove qualcuno ha trovato rifugio almeno per dormire vista la presenza di tre letti evidentemente “abitati”) e nelle due camerette al primo piano (ma il pavimento di cotto è salvabile), ma alcuni squarci di luce si colgono anche in mezzo alla sporcizia e al degrado accumulati nel tempo. Ad esempio le bellissime piastrelle sulla porzione di parete dove appoggia l’acquaio in pietra, nel salone a piano terra, dove si trova anche un grande camino.

Certo, alla casina – immortalata nel film di Paolo Benvenuti “Puccini e la fanciulla” (2008, presentato anche al Festival del cinema a Venezia) – si arriva solo in barca, sperata com’è dalla terra ferma per una distanza di 128 metri. Non c’è da pensare, dunque, a soggiorni lunghi. Anche se poi la terra ferma propone tutto il resto del mondo pucciniano tra Torre del Lago e Lucca. Per questo, nel progetto dell’acquirente c’è anche quello di mettere a disposizione la casina degli amori per iniziative di rappresentanza, qualche incontro culturale, dopo averla arredata con mobili d’epoca «compreso un pianoforte appartenuto al Maestro».

Intorno alla costruzione si trovano due “bilance”, le strutture utilizzate da cacciatori e pescatori lungo tutte le sponde del Massaciuccoli, da recuperare. L’idea di Sgrò è quella di invogliare i propri amici ad acquistarle e ristrutturarle, creando un vero e proprio angolo privilegiato di atmosfera pucciniana doc. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web