Gioco
Lo sportello psicologico e l’aiuto arriva dalla scuola «Sempre più alunni in crisi»
«Dati certi ancora non ce ne sono, ma lo sportello psicologico ha subìto un incremento di richieste sia da parte degli alunni sia in termini di interventi in classe». A raccontare lo stato dell’arte è Tania Pascucci, direttrice del Fermi di Cecina.
«Il Covid ha accentuato fragilità preesistenti, lo "stop-and-go" delle lezioni ha fatto venir meno la continuità», prosegue la collega Marta Castagna, che a Carrara è preside dello Zaccagna e reggente al Marconi.
Scuola come luogo dove si attende allo studio, scuola come istituzione a carattere sociale che, attraverso un’attività didattica organizzata e strutturata, tende a dare un’educazione, una formazione umana e culturale, una preparazione specifica in una determinata disciplina.
Scuola precaria, giovani precari; specialmente nella fascia dei giovanissimi dai tredici ai quindici anni. «Anche grazie ai fondi del Ministero per dare supporto a docenti e studenti con difficoltà relazionali, cerchiamo di garantire un contatto, anche telematico, con i ragazzi.
Ma in questo ultimo periodo ci sono stati alcuni casi di studenti che hanno avuto difficoltà a mantenere il rapporto rispetto al periodo precedente alla pandemia. Ho contattato personalmente i ragazzi non frequentanti, per telefono o mandando messaggini su WhatsApp; la relazione è ripresa e alcuni sono tornati», confessa ancora Castagna. E dalla non frequentazione all'abbandono scolastico il passo è breve.
«Almeno da noi, quelli che lasciano lo fanno per scelta consapevole, si trasferiscono in un altro istituto. Anche se dobbiamo constatare che la fragilità si estende ai ragazzi del triennio», insiste Pascucci. Ci si salva, ancora una volta, facendo rete.
«Diamo sempre loro la possibilità di rivolgersi allo sportello anche tramite docenti, i coordinatori di classe o i genitori stessi», aggiunge infine Castagna, e Pascucci conclude: «Serve un momento di riaccoglienza.
Grazie alla possibilità della scuola estiva, con i nuovi spazi che saranno messi a disposizione potremo intervenire nel segno del recupero delle competenze, e organizzando nuove attività sociali». —
M.S.
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