Sicurezza
«A debita distanza»: Ugo Chiti e il lockdown con un tuffo nel Trecento
FIRENZE. Il titolo non lascia dubbi: “A debita distanza”. Secco e preciso. E infatti il lavoro scritto e diretto da Ugo Chiti, prendendo spunto dal “Decamerone” e dai “Racconti di Canterbury”, che stasera debutta al Niccolini di San Casciano, è figlio dei tempi.
Un figlio legittimo, partorito dal lockdown e dall'isolamento che condiziona le nostre vite. Ne sono interpreti gli attori della compagnia Arca Azzurra, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, sodali di Ugo Chiti e della sua drammaturgia, una intesa artistica che dura da decenni.
Lo spettacolo risale indietro nel tempo, fino al Trecento di Giovanni Boccaccio e Geoffrey Chaucher. Ma il profilo non cambia: schermaglie amorose, burle, intrighi, beffe animano una partitura narrativa “dove la distanza debita – sottolineano i protagonisti - è data dal rispetto verso l’originale, ma anche dalla volontà di essere il più vicino possibile al pubblico e di parlargli al cuore, così da fargli immaginare che queste storie nascano da lui stesso, a kilometro zero, che sia la sua stessa memoria a farle scaturire.
A debita distanza è l’idea che ha fatto mosso un paesaggio drammatico ma anche un distanziamento tutt'altro che sociale fra attore e spettatore, tra il narratore e l’ascoltatore, un distanziamento che deve annullarsi per trasformarsi in una sorta di lotta o d’amplesso, qualcosa insomma di estremamente fisico, di umanamente carnale».
Lo spettacolo sarà in replica fino al 2 giugno. Informazioni e prenotazione obbligatoria al 366 3038297 o all’indirizzo di posta eletronica teatroniccolini@gmail.com. —
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