Il Tirreno

LUCCA: VILLA BOTTINI 

La pandemia in un click Con Photolux in mostra le nostre piazze deserte

PAOLA TADDEUCCI

Le foto di professionisti e amatori diventano una galleria «L’inizio del futuro» racconta invece la ricostruzione

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PAOLA TADDEUCCI

La ragazza alla finestra, la piazza deserta, la mascherina in terra, la fila distanziata al supermercato, il bar chiuso. Sono alcune delle immagini che compongono “Racconti della pandemia”, una delle due mostre con cui riparte Photolux. Il festival biennale di fotografia – saltato nel 2020 proprio a causa dell’emergenza sanitaria – la propone insieme con “L’inizio del futuro”, scatti, video e installazioni anch’essi dedicati a quel tema. Entrambe le esposizioni si terranno a Villa Bottini, in via Elisa a Lucca – la città che organizza e ospita il festival fin dalle origini come Lucca Photo Fest nel 2005 – , e si sono aperte ieri per chiudere il 22 agosto. I racconti della pandemia arrivano dal territorio lucchese e sono immagini di autori, sia professionisti sia amatori, che fanno parte di una nuova collezione dell’Archivio fotografico lucchese, istituzione comunale dove sono custoditi circa 100 mila scatti sulla storia di Lucca dalla fine del 1800 ad oggi. Il Fondo Covid-19 – così si chiama la collezione – è nato nel 2020 per raccogliere materiali relativi alla pandemia e per raccontare come questa è stata vissuta e sentita dal territorio. «Affinché non si perdano in un indistinto passato, ma siano fonte attiva di riflessione e anche di progettazione – afferma Enrico Stefanelli, direttore di Photolux e dell’Archivio – le immagini che raccontano le storie di questi mesi devono entrare a far parte della nostra memoria collettiva». L’esposizione a Villa Bottini – a cura di Chiara Ruberti e dello stesso Stefanelli – ne presenta una prima selezione. La pandemia protagonista anche dell’altra mostra che ne ripercorre le varie fasi vissute in Italia attraverso il racconto di fotografi freelance, la cui testimonianza si è rivelata fondamentale per una visione allargata del momento, sempre diversa grazie all’esperienza, alla vocazione, al linguaggio e al luogo di appartenenza di ciascun autore. Alcuni fotografi hanno affrontato storie di malattia, di cura e di lutto raccogliendo le suggestioni delle città vuote, della valli di montagne colpite duramente dal virus. Altri hanno raccontato le vicende delle persone costrette a casa, riscoprendo i volti dei propri familiari, dei vicini e di chi è stato capace di portare alla luce aspetti fondamentali dell’essere umano come il corpo, le relazioni, l’intimo. Completa la mostra – curata da Giulia Ticozzi e Arcipelago 19 – l’installazione audivisiva “Scherzo in tre tempi” che indaga il rapporto tra spettacolo e spettatore. Apertura dal venerdì alla domenica in orario 10-19, ingresso 5 euro. Il prossimo appuntamento di Photolux sarà in Francia, dove da luglio ad Arles porterà la mostra di Alberto Giuliani dedicata alle simulazioni Nasa dei voli su Marte. A settembre, poi, di nuovo a Lucca con il Word Press Photo. —



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