Il Tirreno

il cordoglio in toscana 

A San Casciano Val di Pesa c’è la sua seconda casa «Sarà lutto cittadino»

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firenze. A San Casciano Val di Pesa, il borgo alle porte di Firenze che da tanti anni era diventato un po’ la “seconda casa” di Carla Fracci, sarà proclamato il lutto cittadino. È qui che insieme al marito Beppe Menegatti, al figlio Francesco e al resto della sua famiglia, la ballerina trascorreva alcuni periodi dell’anno in un casolare immerso in quella campagna che lei tanto amava. «Nell’ottobre del 1996 Carla Fracci – dichiara il sindaco di San Casciano, Roberto Ciappi – fu chiamata dall’amministrazione comunale di allora a battezzare, da madrina d’eccezione, il palcoscenico sancascianese e la riapertura della stagione teatrale». E come omaggio Carla Fracci calcò le scene del Teatro Niccolini per presentare una prima nazionale di uno spettacolo tratto da “Il diario di Nijinsky”. Ieri, quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa, tutto il mondo culturale toscano ha manifestato il proprio cordoglio. «L’ultima volta aveva danzato sul nostro palco nel 2016 – dice il presidente della Fondazione Versiliana Alfredo Benedetti – ma è stata presente tante volte al festival. Era facile incontrarla in Versiliana anche tra il pubblico, come semplice spettatrice». A ricordare la ballerina anche l’associazione teatrale pistoiese e il Teatro Manzoni: «Era stata ospite più volte dei nostri palcoscenici: in piazza del Duomo in occasione del Luglio Pistoiese 1986 con il titolo classico per eccellenza, “Giselle”, e l’anno dopo con “Mirandolina” spettacolo ispirato alla “Locandiera” di Goldoni». Ma non solo il mondo della cultura. Anche quello della politica di casa nostra ha ricordato Carla Fracci che dal 2009 al 2014 era stata assessora alla Cultura della Provincia di Firenze. «Una grandissima, inarrivabile artista, ma anche una donna di straordinaria ricchezza umana e culturale», ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani. «Mi stringo ai suoi cari e ricordo in lei anche l’amministratrice, assessora alla Cultura nella Provincia di Firenze che sviluppò legami con la Russia, prese le parti dei bambini Saharawi, l’impegno per la salvaguardia del Maggio Musicale Fiorentino», le parole del sindaco di Firenze, Dario Nardella. —

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