Gioco
Imma Villa porta in scena “Scannasurice” di Moscato riletto da Carlo Cerciello
PISTOIA. Guarda a Napoli il secondo appuntamento della rassegna Sipari Aperti, organizzata dall’Associazione teatrale pistoiese. Che domani sul palcoscenico del Piccolo teatro Bolognini accende i riflettori su “Scannasurice”, il testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. A riprenderlo ora è Carlo Cerciello che ne affida l’interpretazione a Imma Villa, bravissima a innescare un dialogo continuo con lo spettatore, carnale e ironica, corpo tragico, metafora di sopravvivenza, quintessenza della marginalità esistenziale, un corpo maschera segnato dall’alterità e dal dolore, che parla di libertà e prostituzione, di un mondo ferito, comprato, mercificato, ingannato.
La scrittura di Moscato è rapsodica, culmina nel canto e aspira a una “teatralità poetica” di ascendenza pasoliniana con rimandi ai maledetti per antonomasia della scena, Antonin Artaud e Jean Genet. Ambientato a Napoli dopo il terremoto del 1980, “Scannasurice” è una sorta di discesa agli inferi di un personaggio dalla identità androgina, chiuso nella sua stamberga, oppresso da simboli e fantasmi, una condizione di derelitto dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente. «I femminielli di Enzo Moscato – afferma Cerciello – sono creature quasi mitologiche, oltre l’identità sessuale sono quasi magiche, un combinato esplosivo di eccesso e ambiguità. Nell’occasione ho coniugato i due finali scritti da Moscato in due momenti successivi: il primo al debutto nel 1982, il secondo su impulso di Annibale Ruccello che ne fece la regia due anni dopo». Inizio spettacolo ore 19,30. —G.R.
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