Sicurezza
È il terzo successo per l’Italia in 65 anni Prima c’erano stati Cinquetti e Cotugno
Con i Maneskin arrivano a tre (in sessantacinque edizioni) le vittorie italiane all’Eurovision Song Contest. Prima di loro Gigliola Cinquetti e Toto Cotugno.
La manifestazione, ogni anno organizzata dal Paese vincitore della precedente edizione, è l’evento televisivo, non sportivo, più visto al mondo, diffuso in Europa e in altri continenti tra cui l’Australia. Ogni nazione partecipante sceglie i suoi concorrenti e per l’Italia partecipa il vincitore del Festival di Sanremo dello stesso anno. Solo nel 2016 gli Stadio rinunciarono sostituiti da Francesca Michielin. All’edizione 2020, completamente ristrutturata causa pandemia e senza competizione, ha partecipato Diodato con l’intenso video della sua esibizione all’interno dell’Arena di Verona deserta.
La prima vittoria italiana risale a 1964 con Gigliola Cinquetti che a Copenaghen vinse con “Non ho l’età”. Nel 1990 a Zagabria Toto Cotugno si aggiudicò la gara con “Insieme: 1992”. Curiosità: nel 1958 Domenico Modugno con la straordinaria “Nel blu dipinto di blu” si classificò solo al terzo posto.
L’Eurovision Song Contest è sicuramente un evento figlio dei suoi tempi e rappresenta la cultura delle singole nazioni. Quindi non ci si stupisce se i precedenti premi li hanno vinti Cinquetti e Cotugno, fieri rappresentanti dei fondamenti della gara e ottimi rappresentanti della visione e delle aspettative della canzone italiana di quel periodo. Sorprendente è invece la vittoria dei Maneskin, rock band lontana dalla melodia del canto italiano. Ma loro non sono altro che il frutto di ciò che sta succedendo nella musica italiana, che si sta rimodernizzando e aprendo a nuovi stili (anche se il rock proprio una novità non è). Le manifestazioni canore più tradizionali (quindi non i talent) stanno cercando di aprire le proprie porte a nuovi mondi e ben lo dimostra l’ultima edizione di Sanremo. Già nel 2019 all’Eurocontest si era presentato a Tel Aviv (come vincitore del festival) Mahmood con la sua hit “Soldi” classificandosi di stretta misura secondo. Stiamo dunque cercando di dare una nuova immagine della musica italiana e a Rotterdam i Maneskin sembrano averne trovata una che è piaciuta al pubblico internazionale, anche perché immediata, potente e senza tempo. —
L.T.
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