Il Tirreno

Maneskin da super favoriti alla conquista dell’Europa

Luca Trambusti
Maneskin da super favoriti alla conquista dell’Europa

La band, dopo il successo a Sanremo, stasera gioca le sue chance al Contest di Rotterdam con il pubblico: «Non abbiamo velleità, ma un po’ ci crediamo»

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Luca Trambusti

Sono dati per favoriti dai bookmakers, la loro “Zitti e buoni” è, tra quelli in gara, il brano più ascoltato dal pubblico estero e sono i più apprezzati dai colleghi internazionali. Con tali credenziali questa sera i Maneskin salgono sul palco di Rotterdam per giocarsi la vittoria nell’Eurovision Song Contest, in onda su Rai 1 dalle 20,40. La manifestazione internazionale, che dalla Rai definiscono il più importante evento musicale del mondo, è in effetti una grande vetrina per le velleità internazionali di chi ci partecipa, e i Maneskin hanno le carte giuste per tentare la scalata.

Nonostante la pressione la band romana sembra gestire la situazione con serenità. «Viviamo questa esperienza come quella di Sanremo – dice Damiano – pensando che non succeda nulla ma se succede... La nostra performance – continua il frontman – è l’unica cosa che possiamo controllare, il giudizio lo lasciamo agli altri». Ma alla fine confessa: «Un po’ ci crediamo». Dunque a Rotterdam come a Sanremo, con la loro musica, senza fronzoli e senza (apparenti e dichiarate) velleità: «Siamo qui con grande sincerità, come al Festival – dice il cantante – con la nostra musica per portare avanti un progetto autentico, che ci rappresenta e ci divertiamo a suonare e cantare». «Come viene poi definito ciò che suoniamo – ribadisce Victoria – non ci interessa».

Le delegazioni stanno vivendo in una bolla, chiusi in hotel a Rotterdam, con incontri limitati, nonostante ciò gli islandesi non potranno esibirsi sul palco a causa di una positività nell’entourage. Sebbene isolati i Maneskin colgono l’atmosfera della gara. «C’è un clima di supporto e di curiosità reciproca – spiega Damiano – non si sente il senso negativo della competizione». «Il fattore comune fra tutti – aggiunge la bassista – è l’amore per la musica e voglia di ricominciare».

Se i Maneskin saranno sul palco con un’esplosiva e potente versione di “Zitti e buoni” sui divani ci saranno milioni di spettatori, pronti a giudicare non solo le canzoni ma anche i look e le esibizioni. Archiviata la coppia Russo-Insinna ad accompagnare la visione della finale dell’Eurovision Song Contest quest’anno la Rai ha chiamato Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio. «C’è un Malgioglio con due facce – dice l’emozionato autore-presentatore – c’è quello televisivo e l’altro, che amo di più, nato con la musica e che ha incontrato i grandi della scena italiana. Il Malgioglio di stasera sarà musicale e ironico. Non tutto ciò che ho ascoltato – confessa Cristiano – mi fa impazzire, ma in generale ci sono voci pazzesche e arrangiamenti che toccano il cuore. I Maneskin fanno rock ma hanno una grande sensualità e poi hanno spiazzato chi si aspettava una canzone melodica all’italiana. La stessa operazione di Mahmood – conclude Malgioglio – che ha portato un suono internazionale».

«Questa – dice con grande enfasi Gabriele Corsi – è la Champions League della musica ed è il festival della riapertura con il pubblico». Infatti le esibizioni si svolgeranno con la platea affollata. «Siamo stupiti di trovare 3.500 persone davanti a noi – confessa Thomas dei Maneskin – il pubblico ci darà ulteriore energia oltre che farci venire voglia di tornare in tour». Ma dovranno aspettare sino a dicembre.

Gabriele Corsi fa notare un’altra cosa importante: «Occorre vedere il significato della metafora e dei simboli che ogni paese porterà sul palco. A me colpisce molto la Russia con il messaggio di tolleranza sessuale». «Invito alla sensibilità Putin – dice enfatico Malgioglio – a guardare questo significativo messaggio per la liberazione sessuale». Dal punto di vista musicale Malgioglio esprime le sue preferenze. «Apprezzo i Maneskin ma la mia estrazione è diversa, arrivo da Merceds Sosa e Gilberto Gill, anche se mi piacciono la musica e i cantanti di oggi. Amo la musica portoghese e mi era piaciuta “Amar pelos dois” con cui Sobral aveva vinto nel 2017 a Kiev. Avevo scritto – svela Cristiano – un testo italiano di quella canzone e proposto a Mina, che non mi ha mai risposto. Però ne ha fatta una versione molto bella Arisa. Si tratta di “Amarsi in due”». I Maneskin invece apprezzano i già collaudati Hooverphonic dal Belgio. —

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