Lutto
Viareggio celebra il “suo” Benigni Un premio speciale nella notte del Rèpaci
Il 28 agosto il ritorno nella città delle vacanze da bambino Il Premio Oscar potrebbe regalare una lettura dantesca
Maria Cristina Bulgheri
«Ci vediamo a Viareggio!» aveva promesso Roberto Benigni nelle ultime scene del suo capolavoro “La vita è bella”, omaggiando con questo annuncio la città dove da piccolo veniva al mare con la famiglia, alloggiando in un albergo di via Ugo Foscolo. Ed ogni promessa, si sa, è un debito. Dopo 23 anni dall’uscita della pellicola che ha valso a Benigni tre Premi Oscar, il ritorno di Benigni a Viareggio si concretizzerà il 28 agosto, giorno in cui è stato invitato a ritirare il Premio Speciale che la città gli ha assegnato e che gli sarà consegnato proprio nel corso della cerimonia conclusiva dell’edizione numero 92 del Viareggio-Rèpaci. Un asse, quella che lega Viareggio a Firenze, che si rinsalda non solo nel segno del mare e delle vacanze d’infanzia, ma anche in quello della poesia, della letteratura, dei valori civili di cui Dante è interprete e Benigni divulgatore. Così, nell’anno delle celebrazioni dantesche, il Premio Speciale non poteva avere un destinatario più appropriato, visto il legame stretto tra i due fiorentini illustri: Benigni è da tempo il Sommo Declamatore del Sommo Poeta. La congiuntura è tale che è inevitabile aspettarsi il 28 agosto una “Lectura Dantis” da parte del Roberto nazionale, ma come sempre accade ogni volta che è prevista una sua performance, tutto è top secret: del resto le apparizioni di Benigni sono assolutamente lasciate al suo arbitrio: carta bianca. D’obbligo con i Maestri. Se “blindata” è la scaletta, certa invece (e non è poco) è la sua presenza in quella che sarà la serata della proclamazione dei vincitori del Premio Letterario Viareggio-Répaci, il più antico d’Italia, da quest’anno guidato da un presidente d’eccezione: Paolo Mieli. Uno dei più accreditati giornalisti e intellettuali italiani, grande esperto, commentatore e divulgatore di fatti storici oltre che d’attualità. Al timone della manifestazione da meno di due mesi, Mieli ha già apportato alcune novità sul fronte dei componenti la giuria, nominando un buon numero di rappresentanti della cultura al femminile, affiancati anche da giovani intellettuali e studiosi; quattordici esperti in tutto: Maria Pia Ammirati, Antonella Anedda, Camilla Baresani, Maria Borio, Luciano Canfora, Leonardo Colombati, Diamante d’Alessio, Mario Desiati, Costanza Geddes da Filicaia, Emma Giammattei, Luciano Luciani, Michele Masneri e Mirella Serri. Tutte personalità che vantano grande competenza ed esperienza in materia letteraria, poetica e anche giornalistica. Dopo aver suggerito ciascuno due titoli (tra i libri pubblicati tra il 1 maggio 2020 e il 30 aprile 2021) per ognuna delle tre sezioni – narrativa, saggistica e poesia – procederanno, secondo statuto, alla formazione delle “rose” che solitamente avviene nel mese di giugno, per poi andare in piena estate alla scrematura più consistente, che porterà l’attenzione su tre titoli per ogni categoria - le “terne” - quelli che si contenderanno il Premio nella serata finale, quella appunto del 28 agosto. E qui ancora una novità: negli anni passati la cerimonia di proclamazione dei vincitori si consumava sempre di domenica sera, quest’anno invece è stata anticipata al sabato, l’ultimo di agosto, prima del congedo definitivo di bagnanti e turisti. Ancora tutta da decidere invece la location ed eventuali manifestazioni ed eventi di accompagnamento alla serata conclusiva: amministrazione e staff sono all’opera dovendo comunque fare i conti con i tempi stretti e le normative legate all’emergenza Covid. Alla giuria invece il compito delle buone letture: obiettivo primario del Premio, come annunciato dal suo presidente al momento dell’insediamento, è offrire al pubblico buoni libri: attraverso di essi passano cultura e civiltà. —
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