Sicurezza
Il teatro riparte da Cascina con Shakespeare napoletano
Gabriele Rizza
Anche per la Città del Teatro di Cascina è giunta l'ora di ripartire. Lo fa domani con Lino Musella, uno degli attori più apprezzati e convincenti del panorama italiano, che vanta nel suo curriculum un Premio Ubu, una candidatura al David di Donatello per “Favolacce” dei fratelli D'Innocenzo, la presenza in serie di culto com “Gomorra” e “The young Pope” più prestigiose collaborazioni con, fra gli altri, Pupi Avati, Roberto Andò e Mario Martone. Musella mette da parte Dante, nell'occasione del centenario depredato in lungo e in largo, e si schiera dalla parte di Shakespeare. Ma in maniera inedita. Prende infatti i versi del Bardo e ne fa una cantata dialettale, “L’ammore nun’è ammore”, quale risulta dalla versione all'ombra del Vesuvio realizzata da Dario Jacobelli. «Jacobelli scomparso prematuramente nel 2013 - ricorda Musella – fu autore di racconti e romanzi, ma anche abile paroliere per musicisti come i Bisca, i 99 Posse e gli Almamegretta. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla traduzione in napoletano e al tradimento, come amava definirlo, dei sonetti scespiriani. Non aveva scadenze, non doveva rispettare le indicazioni o correzioni di nessun editore. Per committenti aveva i suoi amici più cari ai quali dedicava ogni sua nuova traduzione. I suoi Sonetti suonano bene. Battono di un proprio cuore. Indossano una maschera che li costringe a sollevarsi dal foglio per prendere il volo, tenendo i piedi per terra». —
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