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Un Lucca Summer italiano con Paolo Conte & c.: «Ma fatemi arrivare a seimila spettatori»

Nicola Nucci
Un Lucca Summer italiano con Paolo Conte & c.: «Ma fatemi arrivare a seimila spettatori»

Il patron D’Alessandro annuncia lo slittamento a settembre. E avverte: «Sulla capienza deve decidere la Regione»

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LUCCA. Dopo un anno di silenzio si accende una speranza per il Lucca Summer Festival, la rassegna musicale che dal 1998 anni porta in Toscana i più grandi nomi della musica italiana e internazionale. Cambierà pero il calendario, con la manifestazione che slitterà da luglio a settembre con un cartellone (quasi) tutto da costruire: il concerto di Paolo Conte, in programma già l’anno scorso, è al momento l’unica certezza. Poi sono in ballo altri grandi nomi della musica italiana. In tutto otto-dieci date, a partire dall’8 settembre.

Cambia il calendario, come detto, ma anche la location: niente piazza Napoleone, nel cuore di Lucca, ma l’area dell’ex Balilla, ossia l’enorme prato all’ombra delle Mura lucchesi che negli scorsi anni ha ospitato i Rolling Stones, Roger Waters, Ennio Morricone ed Elton John. Una scelta legata alla necessità di spazi, causa pandemia. E per lo stesso motivo questa sarà un’edizione in scala ridotta e probabilmente senza big stranieri. Per un ritorno delle star internazionali bisognerà aspettare il 2022. Ma prima di tutto si attende il via libera alla proposta del promoter e direttore artistico Mimmo D’Alessandro che punta a ottenere una capienza di 6mila spettatori, con un protocollo sanitario rigoroso: «Da mesi lavoriamo per un’apertura al 10 per cento della capienza dei concerti che abbiamo organizzato in quell’area. Nel 2017 per i Rolling Stones, ci furono 56mila persone. A queste condizioni, con una capienza di 6mila posti, il festival si può fare. Altrimenti non avrebbe senso».

A fare da apripista la decisione della Regione Veneto che, la scorsa settimana, ha dato il via libera agli spettacoli all’Arena di Verona in deroga alle misure governative, che prevedono per gli spettacoli all’aperto un massimo di mille persone. «Attendiamo – riprende D’Alessandro – che, come accaduto in Veneto per l’Arena, si esprima la Regione Toscana per questo caso, poi dovrà essere il Comune di Lucca l’interlocutore per la concessione dell’area davanti le Mura».

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra il promoter e i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Lucca. In attesa del disco verde dalle istituzioni D’Alessandro ha già in testa il format del festival, concentrato a settembre, nella nuova location, con pubblico seduto, distanziamento, mascherina e separazione di ingressi e uscite. «La nostra proposta è fondata su dati ed elementi scientifici, concerti nel rispetto delle regole sulla sicurezza e del protocollo, già esaminato dal Comitato tecnico scientifico del Ministero e dall’Istituto superiore di sanità – riprende D’Alessandro – con una capienza in base ai metri quadrati dell’area, e sotto le Mura c’è lo spazio sufficiente». La scelta di ripartire dai big italiani, dopo lo stop assoluto del 2020, è condizionata anche dai tanti artisti internazionali che hanno dovuto rinunciare o rivedere i propri tour a causa del Covid. La star più attesa un anno fa era Paul McCartney, che però cancellò tutte le date, così come Beck, i Lynyrd Skynyrd, Patti Smith e Cat Stevens. Riprogrammati invece al 2022 i concerti del batterista dei Pink Floyd Nick Mason, di Ben Harper e di Brunori Sas. Slittato direttamente al 2023 quello della popstar Céline Dion. Resta ancora da confermare il concerto di John Legend. «Siamo felici di aprire agli italiani – dice D’Alessandro – oltre a Paolo Conte abbiamo invitato Zucchero, Claudio Baglioni, Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Sono fiducioso sulle risposte, ma non mancherà qualche artista internazionale». D’Alessandro quindi vuole provarci sottolineando anche l’indotto per la città e per un settore fortemente penalizzato dalla pandemia: «Con il Summer Festival diamo lavoro a mille persone e alle ditte locali. E poi, dopo i concerti, il pubblico si ferma a bere e mangiare. Sarebbe un sostegno anche alla ripresa dell’economia cittadina». —

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