Il Tirreno

l’amicizia con padre guidalberto bormolini 

«Il nostro viaggio spirituale di meditazione e preghiera»

Azelio Biagioni
«Il nostro viaggio spirituale di meditazione e preghiera»

Il monaco della comunità di Villa del Palco a Prato celebra oggi il rito funebre «Aveva sviluppato una sensibilità cristiana, ma non voleva classificazioni»

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Azelio Biagioni

Sarà padre Guidalberto Bormolini, monaco e scrittore, a celebrare oggi la cerimonia funebre, in forma strettamente privata, di Franco Battiato, il cantautore e compositore scomparso ieri a 76 anni nella sua abitazione siciliana di Milo, alle pendici dell’Etna. È stata una richiesta della famiglia quella di volere padre Guidalberto a celebrare le esequie. Da tempo il monaco dei “Ricostruttori nella preghiera”, che vive con la comunità a Villa del Palco a Prato, e il cantautore avevano stretto un legame di amicizia e avevano collaborato insieme per un docu-film sul modo di intendere la vita e la morte nelle culture occidentali e orientali: “Attraversando il Bardo” sul quale hanno organizzato tanti incontri pubblici.

La cosa che però padre Guidalberto sottolinea con maggiore forza è l’amicizia privata che aveva con Battiato. «Insieme – dice il religioso – abbiamo fatto un pezzo di strada spirituale, siamo stati compagni di viaggio con delle sensibilità simili su molte cose». L’ultima volta che il monaco ha visto il cantautore è stato a cavallo fra agosto e settembre dello scorso anno. «Sono stato a casa sua in Sicilia una settimana – ricorda padre Bormolini – Franco era già abbastanza malato, però ha riempito tutti di dolcezza, sguardi e sorrisi dolcissimi e profondi, ha comunicato una presenza di pace».

Poi padre Guidalberto ricorda Battiato come uomo: «Aveva una grande sensibilità – dice – Era attento, gentile, premuroso e poi un grande ricercatore spirituale. Lui faceva meditazione tutti i giorni, ha imparato tante cose per la propria esperienza spirituale: era testimone di quello che diceva e cantava». Alla domanda se c’è una canzone che in questo momento gli viene in mente, il monaco non esista un attimo e risponde “La cura”. «È sicuramente uno dei suoi brani più noti – afferma – Inoltre, cura è la parola di cui oggi c’è più bisogno, Franco è stato un profeta a parlare di cura. Se ci guardiamo intorno oggi siamo un mondo di gente in crisi economica, sanitaria, ecologica e questa crisi si risolve con la cura, prendendoci cura uno dell’altro, facendoci curare da chi sta sopra di noi». Il religioso dice poi che Battiato non è incasellabile in una Chiesa: «Lui – spiega il monaco – secondo me aveva sviluppato una forte sensibilità cristiana, ma Franco non sopportava classificazioni, era molto attento alla ricerca del divino però non c’è una casella dove possiamo piazzarlo e dire è quella giusta». Infine, padre Guidalberto dice che custodirà nel suo cuore i ricordi delle cose semplici fatte con Battiato a casa sua. «Come quando si parlava delle cose che ci accomunavano – confida – e poi quando era il momento si faceva meditazione. E poi ricordo quando ogni tanto la sera mi telefonava per chiedermi di pregare insieme».

Battiato era stato a villa del Palco a Prato: «Mi aveva detto – termina padre Bormolini – che quando avremmo inaugurato il borgo “Tutto è vita” lui sarebbe venuto a cantare. Purtroppo non potrà farlo». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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