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Ironia contro i luoghi comuni Margherita Vicario fa “Bingo”

L.T.

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MILANO. È disponibile “Bingo” il secondo album della cantautrice e attrice Margherita Vicario. Si tratta di un album di grande freschezza e attualità, che, con un moderno e attuale linguaggio stilistico, percorre le strade della canzone d’autore, in quel territorio dove si “sporca” con il rap e l’urban. A differenza però di tante produzioni che vivono per lo più di apparenza sonora, “Bingo” ci porta in un mondo di sostanza, di temi, di argomenti anche difficili e spinosi, ma sempre raccontati con schiettezza e intelligenza. Un secondo album, eclettico, sincero e mai banale, di un’artista capace di andare anche oltre le hit.

Nelle 14 tracce del disco (la metà già pubblicata) si parla di amore, femminismo, soldi (inteso nel senso di visione e di analisi), ma anche di religione. «La mia visione – dice la cantautrice – è il contrario dei luoghi comuni. Ciò di cui parlo lo conosco bene, vissuto sulla mia pelle, per esperienza diretta. Sono terrorizzata dal peso dei grandi temi – confessa Margherita – non voglio detenere la verità o l’arroganza della posizione. Allora uso il tono ironico che è parte della mia vita. Sono caustica e l’ironia è l’unico modo che conosco per affrontare i temi giganti».

Quella che emerge dall’ascolto è la visione di una trentenne che cita Socrate e l’intellettuale Sermonti, che guarda alla politica e nomina De Luca e la Meloni come immagine di due politici che sono “meme” di sé stessi. «Nasco come attrice – spiega Vicario, che ha studiato all’Accademia – e quindi declino la musica in base a quello che racconto, interpreto con la musica il mio pensiero. Sono soddisfatta di ciò che scrivo solo se c’è un’impronta teatrale».

«Ogni brano – dice Davide “Dade” Pavanello il suo producer – è pensato in funzione di un video, che poi non si farà nemmeno. Cerchiamo di essere banali e semplici però non ci riusciamo mai». Quello di Margherita Vicario è un percorso di crescita. «Sono passata dagli esperimenti pazzi in cameretta, con un’anima teatrale, a tentare di entrare sulla grande scena. Però – dice – ho lo stesso modo di scrivere in maniera libera, ora con un po’ di struttura in più e l’occhio attento “al fuori”».

Già sulla scena da un po’ di tempo, Vicario non è una scoperta assoluta, tuttavia messe in fila su un disco le sue canzoni ci regalano l’immagine complessa, composita e non banale (ma mai difficile) della sua musica. Anche l’approccio al live rivela le diverse anime del suo essere artista pop. Questa estate infatti sarà impegnata su due fronti diversi. Uno più tradizionale, con il tour del disco e la sua band; accanto a questo sarà ospite dell’Orchestra Multietnica di Arezzo per il nuovo spettacolo “Storie della buonanotte per bambine ribelli” anticipato al Concerto del Primo Maggio. —

L.T.

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