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i premi al cinema italiano 

“Volevo nascondermi” e Sophia trionfatori ai David di Donatello

“Volevo nascondermi” e Sophia trionfatori ai David di Donatello

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ROMA. Con la cerimonia dei David di Donatello, condotta da Carlo Conti, è ripartita ufficialmente la stagione della settima arte. Un’edizione che ha visto il trionfo di “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti (sette premi, tra cui miglior film, regia e attore protagonista a Elio Germano), ma anche quello di Sophia Loren che dopo oltre 60 anni vince un David come attrice protagonista e, a sorpresa, di Checco Zalone che si è preso il lusso di battere Laura Pausini per la miglior canzone.

Il film di Giorgio Diritti su Ligabue vince anche i David per la miglior scenografia, miglior acconciatore, miglior suono e miglior fotografia. Ritirando il suo premio per l’eccezionale interpretazione del pittore Antonio Ligabue, Elio Germano ha detto: «Lo dedico a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo e a tutti gli artisti, soprattutto a quelli dimenticati». Grande momento della serata il premio a Sophia Loren per “La vita davanti a sé” del figlio Edoardo Ponti.

Nella notte dei David dove spesso tutto sembra scontato, arriva la sorpresa che non ti aspetti: Checco Zalone batte Laura Pausini nel suo campo preferito, la canzone. Il brano originale premiato col David di Donatello 2021 non è quello che ha trionfato ai Golden Globe e corso agli Oscar della cantante emiliana, ma “Immigrato”, la canzone politicamente scorretta e volutamente provocatoria che accompagna il film “Tolo Tolo” di Checco Zalone.

Durante la cerimonia sono stati consegnati il David alla Carriera a Sandra Milo, e due David Speciali a Monica Bellucci e Diego Abatantuono.

Rinviato il sogno di vedere una donna vincere il premio per la miglior regia (due candidate quest’anno) mentre i fratelli D’Innocenzo con il loro “Favolacce” devono accontentarsi di un solo David (per il montaggio), a ben guardare la serata dei David ha avuto un altro grande vincitore, “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” di Sydney Sibilia che ha conquistato 3 premi: migliori attori non protagonisti (Matilda De Angelis e Fabrizio Bentivoglio) e migliori effetti visivi.

Da segnalare, infine, altri due premi, entrambi in qualche modo accomunati dalla figura di un calciatore: miglior documentario quello di Alex Infascelli “Mi chiamo Francesco Totti” e miglior regista esordiente Pietro Castellitto (che Totti ha interpretato nella serie tv di Sky “Speravo de mori’ prima”) per il film “I predarori”. —

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