Sicurezza
Il messaggio di Timmermans: «Svolta verde o nuove guerre»
«I nostri figli potrebbero dover affrontare conflitti per l’acqua e il cibo» Rilanciata anche la proposta di abbassare a 16 anni l’età per il diritto al voto
FIESOLE. Alla vigilia della Festa dell’Europa (che cade domani in ricordo della dichiarazione con cui il 9 maggio 1950 l'allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman espose la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per scongiurare il pericolo di una nuova guerra tra le nazioni europee), il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans dice cose importanti sul futuro dell’Unione. Lo fa in Toscana, invitato alla conferenza “The State of the Union 2021” organizzata dall'Istituto Universitario Europeo di Fiesole.
Prima cosa importante. «È arrivato il momento – propone Timmermans – che gli Stati membri introducano il voto a 16 anni. Stiamo decidendo per il futuro dei giovani. Senza i Fridays for future, le grandi manifestazioni dei giovani in difesa dell'ambiente, il Green deal europeo non ci sarebbe stato».
La palla passa dunque ai singoli Stati. «L'età per votare dovrebbe essere abbassata a 16 anni, ma non c'è niente che possiamo fare come Commissione Ue perché è una competenza nazionale», ha precisato Timmermans, invitando comunque i giovani «a non sottovalutare la loro influenza, che è già enorme ma aumenterà se avranno il coraggio di impadronirsi delle istituzioni».
Seconda cosa importante: «Davanti alla crisi climatica ed economica – ecco la fosca previsione – se non agiamo ora i nostri figli si troveranno ad affrontare guerre per l'acqua e per il cibo, sono fondamentali le azioni volte alla sostenibilità nei prossimi due anni».
Il ragionamento di Timmermans si immerge nella stretta e complicata attualità: «Abbiamo una doppia responsabilità: accelerare la transizione verso una società sostenibile ma anche investire le risorse del Recovery Fund in una ripresa economica completamente in sintonia con quella società sostenibile. La responsabilità maggiore resta in capo ai Paesi più industrializzati, perché alla conferenza per il clima Cop26 di Glasgow, nel novembre prossimo, dovranno essere stanziati i soldi necessari per permettere ai Paesi in via di sviluppo di raggiungere gli obiettivi fissati».
Secondo Timmermnas, stando alle ricerche fatte, «possiamo dimostrare che la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 è fattibile. Entro il 14 luglio la Commissione Ue presenterà un pacchetto di proposte sul clima definito». Un impegno non da poco.
Non saranno tutte rose e fiori, ovviamente. «Alcuni settori, come quello dell'acciaio, avranno maggiori difficoltà nel raggiungere gli obiettivi, ma sono ottimista. Ognuno dei singoli Stati membri sarà d'accordo su qualcosa e su qualcos'altro no, ma un quadro normativo definito è utile anche a presentare idee agli attori in gioco, mostrando loro gli effetti potenzialmente positivi della transizione verde sul mercato».
Intanto sono molteplici le iniziative culturali per onorare la Festa dell’Europa. Da segnalare fra le tante l'offerta di RaiPlay dove sarà disponibile, nella sezione Teche, la collezione “Il sogno europeo”, raccolta di 15 titoli dagli archivi Rai con interviste a Jean Monnet, Altiero Spinelli, Emilio Colombo e Giorgio Napolitano, una ricostruzione del progetto europeo di Alcide De Gasperi raccontato dalla figlia Maria Romana, un'intervista a Gaetano Martino, e testimonianze di Helmut Kohl e Giulio Andreotti sui grandi artefici dell'europeismo, da Adenauer a Schuman. —
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