Gioco
Il maestro Sardelli sul set dirige l’orchestra per il nuovo film di Paolo Virzì
Il poliedrico musicista livornese, con il suo gruppo di musica barocca Modo Antiquo, tra gli interpreti di “Siccità”, pellicola del regista in preparazione
LIVORNO. Non solo direttore d’orchestra e filologo musicale di fama internazionale, pittore, umorista venerato del Sodalizio Muschiato: il maestro Federico Maria Sardelli è anche un attore e proprio in questi giorni era a Roma per girare alcune scene del nuovo film di Paolo Virzì, “Siccità”. Giusto il tempo di riprendersi dal malore che nei giorni scorsi lo ha costretto interrompere la sua esibizione sul podio del Carlo Felice di Genova e Sardelli è subito volato nella capitale dove lo aspettavano il suo amico Virzì e tutta la troupe. Grande accoppiata di eccellenze livornesi e bellissimo clima sul set.
«Un’esperienza molto bella, un ambiente molto professionale e poi mi affascina la forza di questo film». Film in cui Sardelli di fatto interpreta me stesso, il direttore d’orchestra appunto. E della sua orchestra, Modo Antiquo (una trentina di elementi) che esegue anche nel film suggestivi brani di musica barocca in occasione di due concerti pieni di significato nella struttura della storia. «In una atmosfera cupa e distopica come quella di “Siccità” la musica ha un significato di bellezza e di speranza» spiega Sardelli.
Un raggio di luce sono le sette note di Modo Antiquo quindi in questa trama da kolossal che a prima vista poco assomiglia alle storie raccontate fino ad ora da Paolo Virzì, quelle memorabili piccole grandi storie di famiglia, epopee domestiche o comunque intrise di sconvolta quotidianeità che fanno del suo cinema un pilastro del cinema italiano. “Siccità” infatti è ambientato in una Roma dove non piove da tre anni e dove questa drammatica mancanza d'acqua stravolge regole e abitudini e fa saltare gli equilibri. Nella città che muore di sete e di divieti in un clima di emergenza che soffoca, si muove un coro di personaggi, giovani e vecchi, emarginati e di successo, vittime e approfittatori. Le loro esistenze sono legate in un unico disegno beffardo e tragico, cercano ognuno la propria redenzione mentre il loro mondo va a rotoli. Ma alla fine, pur espolrando scenari vagamente fantascientifici anche questo film di Virzì è saldamente ancorato alla realtà.
Le scene in cui è coinvolto Sardelli sono state girate a Villa Giulia, «un luogo pieno di fascino» racconta lui. Un po’ stanco ma entusiasta: «Giravamo la notte, i ritmi ovviamente sono quelli che sono, sul set quando si lavora si lavora. Però mi sono divertito davvero molto e sono grato a Paolo per aver pensato a me». Qui quindi, in questa location che sembra fuori dal tempo e dal mondo, Sardelli dirige la sua orchestra e non è solo fiction anche se si mischiano attori e musicisti veri. Perché comunque la musica che squarcerà il buio di questa Roma malaguratamente non così poi fantascientifica sarà musica “vera”, brani accuratamente preparati e registrati in un ambiente ad hoc.
Del resto il maestro Sardelli è una garanzia in fatto di musica e anche di sensibilità e senso dell’umorismo. Perfetta l’accoppiata con il suo amico Paolo Virzì e infatti ecco sulla sua bacheca un bel post di ringraziamento con qualche foto dal set: «Finito di girare le scene musicali in #Siccità, il nuovo film di Virzì, assieme ai meravigliosi musici di #ModoAntiquo. Lavorare con Paolo e i suoi assistenti è una vera bellezza, umana e artistica: cura del particolare, emozione, umanità, professionalità altissima, risate e grande impegno». —
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