Toscana
Il mito di Don Giovanni con Aterballetto riapre il teatro Metastasio
PRATO. Il Metastasio di Prato riparte a passo di danza. Sarà infatti la compagnia Aterballetto a segnare questa sera alle 19 la riapertura del teatro, riallestito per l’occasione in ottemperanza alle norme anticovid. Al centro della coreografia, disegnata dallo svedese Johan Inger su una partitura originale di Marc Alvarez, c’è la figura di Don Giovanni, l’eterno seduttore, profanatore incallito di verginità e dissoluto libertino di eccessi passionali. Johan Inger racconta che il suo Don Giovanni nasce dal desiderio di confrontarsi con il mito antico e mai tramontato. Le fonti ispiratrici sono i Don Giovanni della letteratura, dalla commedia originale di Tirso de Molina, fino all’opera teatrale di Suzanne Lilar, riletti da Inger e dal drammaturgo Gregor Acuña-Pohl anche in chiave psicoanalitica.
«Il mio personaggio – dice Inger – porta con sé un trauma, che lo ha plasmato nel suo discutibile comportamento. Non è in grado di impegnarsi e può trovare soddisfazione solo nel qui e ora. Ha una personalità tendente alla dipendenza. Il risultato di questa rielaborazione è un Don Giovanni divenuto un seduttore seriale come risposta al trauma dall’abbandono della madre, la cui ricerca costante si traduce nella sua impossibilità di impegnarsi in alcuna relazione stabile. È ferito e intimamente solo, che si confronta con le difficoltà del rapporto con l’altro sesso e la mancanza di dialogo». Inger riserva un ruolo da protagonista a tutti i personaggi, Donna Elvira, Donna Anna, Zerlina, Masetto, concentrandosi in particolare su Leporello e il Commendatore.
Si replica fino a domenica. —G.R.
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