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da domani al cinema 

Quelle anziane amanti fra suspense e ironia Ecco l’acclamato “Due”

Quelle anziane amanti fra suspense e ironia Ecco l’acclamato “Due”

L’opera prima di Filippo Meneghetti ha già raccolto premi in giro per il mondo e ha rappresentato la Francia agli Oscar

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ROMA. Con la riapertura dei cinema arriva nelle sale italiane un film che è stato applaudito dalla critica a livello internazionale. Un film di un giovane regista italiano, Filippo Meneghetti, 41 anni, di produzione francese dove il cineasta vive da tempo. Il film, in uscita domani, è “Due”, presentato alla Festa del cinema di Roma l’autunno scorso e diventato un caso in questi mesi grazie a un’accoglienza entusiastica in tutto il mondo che lo ha portato fino alla candidatura al Golden Globe e a rappresentare la Francia agli Oscar.

Il film d’esordio del giovane regista italiano, interpretato da due grandi attrici come Barbara Sukowa e Martine Chevallier, è uno dei titoli più attesi per la riapertura delle sale, essendo tuttora completamente inedito in Italia e mai approdato sulle piattaforme. “Due” affronta un tema inconsueto come l’amore tra due donne mature, mescolando dramma, suspense e ironia con un’intelligenza registica che ha permesso al film di fare incetta di premi, compresi un César e un Prix Lumières. Le protagoniste, Nina e Madeleine, vivono nello stesso palazzo, sulle stesso pianerottolo e si amano in segreto da decenni e tutti, compresi i parenti di Madeleine – che vive da sola ma ha due figli grandi, mentre Nina è sola – pensano che siano solo vicine di casa. Quando la routine di ogni giorno viene sconvolta da un evento imprevisto, la famiglia di Madeleine finisce per scoprire la verità e l’amore tra le due è messo a dura prova, ma le due anziane donne non smetteranno di combattere.

«Il film racconta la storia di una sfida e di una passione insieme dolce e caparbia – spiega Meneghetti – Ma questa sfida è anche un modo di esplorare alcuni temi che mi affascinano: quanto influisce sulle nostre azioni lo sguardo degli altri? Quale conflitto interiore si accende nel confronto con questo tipo di censura? Gli ostacoli che incontrano sul loro cammino spingono spesso Nina e Madeleine a comportamenti estremi, ma non dobbiamo dispiacerci per loro: sono eroine che combattono per il loro amore. La storia di Nina e Madeleine è completamente inventata – spiega Meneghetti – ma nasce dal desiderio di raccontare e toccare il pubblico con una storia che si può definire per certi versi di autocensura». —

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