Gioco
Woody Allen torna con “’Rifkin’s festival” manifesto della sua vita
NEW YORK. Dopo mesi di lontananza, il ritorno nelle sale con “’Rifkin’s festival” di Woody Allen – da dopodomani– è un omaggio al cinema e alla cinematografia. L’ora e mezza scritta e diretta dall’artista newyorkese è un concentrato della sua produzione, pieno di riferimenti cinematografici, musica jazz, sarcastico umorismo e nevrosi.
Presentato in anteprima al festival di San Sebastian, dove è ambientato, il film gira intorno al soggiorno al festival della città nei paesi baschi, di Mort Rifkin (Wallace Shawn, perfetto nel sostituire Allen nel ruolo di se stesso), ex professore e fanatico di cinema francese alle prese con la scrittura del romanzo perfetto e sposato con Sue (Gina Gershon), addetta stampa di cinema. A turbare il viaggio, il rapporto di Sue con il giovane regista suo cliente, Philippe (Louis Garrel), oltrepassi la sfera professionale. L’esperienza è però per Mort anche un’occasione per superare il blocco che gli impedisce di scrivere il suo romanzo e per riflettere profondamente. Osservando la propria vita attraverso il prisma dei grandi capolavori cinematografici a cui è legato, Mort scopre una rinnovata speranza per il futuro grazie all’incontro con un’avvenente dottoressa (Elena Anaya) cui si rivolge con le proprie ipocondrie. Con il suo consueto surreale umorismo, Woody Allen mescola situazioni al limite dell’assurdo con storie dall’intreccio romantico a tratti amare. «Realizzare Rifkin’s Festival è stata una grande gioia, soprattutto grazie a Vittorio Storaro e alla sintonia che ci ha legati durante le riprese. Spero che questo film, in un periodo così difficile, restituisca al pubblico il grande piacere di tornare in sala» ha commentato il regista newyorkese. —
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