Il Tirreno

testimonianze da prigionieri della pandemia 

Al cinema “Firenze sotto vetro” il documentario nella città vuota

Gabriele Rizza
Al cinema “Firenze sotto vetro” il documentario nella città vuota

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Gabriele Rizza

Firenze. Un anno e passa di pandemia. Colori, zone, stagioni, tragedie e speranze, chiusure e riaperture ma sopratutto la sensazione che per molti il tempo si sia fermato. Uno stato d'animo, irto e frastagliato, che Pablo Benedetti e Federico Micali mettono a fuoco nel documentario “Firenze sotto vetro”, prodotto da Malandrino Film e 011Films, col sostegno di Toscana Film Commission, che dal 6 all’11 maggio sarà proiettato a Firenze, al cinema La Compagnia, prima tappa di un viaggio che poi toccherà molte piazze della nostra regione. È un anno di attese e paure ma anche di resistenza e voglia di reagire quello che passa nelle immagini di una città inedita, silenziosa e irriconoscibile, come nei volti e nelle parole della gente. Le strade vuote, le piazze deserte, i negozi chiusi, teatri e musei sbarrati, ma soprattutto rimandato a chissà quando tutto il circuito turistico che, nel bene e nel male, di Firenze è il motore e il calcolo. E poi le file davanti ai supermercati, la scoperta delle mascherine, i canti liberatori dal balcone, l’ironia, la solidarietà, la voglia di non arrendersi, i lutti, il dolore. Cercando di non dimenticare nessuno: medici, infermieri, tassisti, cuochi, lavoratori essenziali o meno in smart-working, professori e studenti, tutte le complesse sfaccettature del tessuto cittadino. «Il nostro mosaico – dicono gli autori – è il risultato di un lavoro di selezione e montaggio delle centinaia di video che sono arrivati dopo la call lanciata in piena quarantena, vissuta spesso nel destino comune di “prigionieri” in casa, tra paura e ironia, o in quello di spettatori increduli di una città svuotata. Un film in cui tutti possano diventare protagonisti del processo creativo, specie in un momento in cui la condivisione di immagini ed esperienze attraverso il web è un denominatore comune del distanziamento sociale». —

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