Sicurezza
“Comandante Andrea” la vita eterna degli eroi
Donato all’Istituto storico della Resistenza di Lucca il grande archivio di Giuseppe Antonini, capo partigiano
Donatella Francesconi
viareggio. Campo undici, 4 agosto 1944, Comando Brigata d’assalto Garibaldi “Aldo Cartolari”, dispaccio del comandante “Andrea”: «Si comunica che in data 3 agosto si è costituita nella zona di Apuania una nuova Brigata d’assalto Garibaldi». Giuseppe Antonini, viareggino classe 1920, è stato da allora – e fino alla morte, nel 2009 – il “comandante Andrea”, punto di riferimento degli antifascisti versiliesi e non solo. L’atto citato è solo una delle numerose carte, e foto, e testimonianze, e documenti ufficiali e appunti che raccontano la vita di Antonini e che il nipote Filippo, oggi presidente di Anpi provincia di Lucca, ha raccolto e messo a disposizione – attraverso al realizzazione di un apposito sito – dell’Istituto s torico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Lucca. Oggi alle 18,30, in diretta sulla pagina dell’Istituto storico della Resistenza di Lucca (piattaforma Zoom con accesso da richiedere a isrelucca@gmail.com) si tiene l’incontro dal titolo “Comandante Andrea, documenti e riflessioni in ricordo di Giuseppe Antonini”.
«Sono tre giorni che vado a letto alle quattro del mattino», scrive Antonini in un documento del 21 agosto 1944: «Non credere che lo dica per farti presente che faccio dei sacrifici. È ancora poco, è ancora poco, è molto poco quello che abbiamo fatto». Parole dalla montagna, là dove, si legge ancora «abbiamo bisogno di scarpe, calzini, mutande, fazzoletti e asciugamani».
Scorrono, nell’archivio donato, immagini e documenti di quello che è stato l’impegno successivo di Antonini, dal dopoguerra in poi. Con la bella immagine che lo ritrae insieme a Sandro Pertini, in visita a Viareggio dal presidente della Repubblica, in compagnia del senatore socialista Paolo Barsacchi.
«Tra i vari documenti allegati – racconta Filippo Antonini – voglio sottolineare il toccante carteggio tra Antonini e la madre di Tristano Zekanowsky (“Ciacco”, con il quale fondò la brigata “Ugo Muccini”, della quale sarà prima commissario politico e poi comandante sulle Apuane durante la storica battaglia del Monte Sagro del 24 agosto 1944, ndr). Lo stesso impegno di Antonini e Giovanni Ciuffreda per i dovuti riconoscimenti dell’operato di Tristano durante la Resistenza, o i documenti in occasione del Congresso dei Popoli a Vienna, organizzato dai “Partigiani della Pace”. Per mio nonno la lotta di Liberazione, che in più di una occasione definì “il periodo più bello della mia vita”, l’antifascismo, la difesa e l’applicazione della Costituzione, sono state le stelle polari di tutta la sua vita politica e umana. Sempre, tuttavia, con un occhio attento all’oggi, ai giovani da valorizzare e alle lotte delle donne».
Tra i materiali dell’archivio, davvero tutto da scorrere, anche alcuni contributi e testimonianze di storici e personalità cittadine che hanno vissuto direttamente e/o approfondito avvenimenti storici di grande importanza per la città di Viareggio, quali: l’esproprio della pineta di Levante nel 1923 di proprietà degli Arciduchi Borbone; le “Giornate Rosse” del maggio 1920; il connubio imprescindibile durante la lotta di Liberazione tra intellettuali ed operai e tra giovani e vecchi antifascisti; la contestazione studentesca ed il legame con la Resistenza. Immagine dopo immagine, il comandante “Andrea” attraversa la storia politica e civile di Viareggio, sempre in testa ai cortei, dove i più giovani lo andavano a cercare anche solo con lo sguardo per essere certi che li guidasse come aveva fatto sulle montagne apuane. —
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