Il Tirreno

«Fra Dante e Shakespeare, “Faust” e “Il Gattopardo” c’è anche l’amato... Diabolik»

Gabriele Rizza
«Fra Dante e Shakespeare, “Faust” e “Il Gattopardo” c’è anche l’amato... Diabolik»

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Gabriele Rizza

Cecilie Hollberg, 55 anni, storica e manager culturale, nata a Soltau nella Bassa Sassonia, ha compiuto i propri studi universitari a Roma, Monaco di Baviera e Gottingen, dove nel 2001 ha conseguito il dottorato in storia medievale. Autrice di numerose pubblicazioni, dal 2015 guida la Galleria dell’Accademia di Firenze, la casa del David di Michelangelo, il secondo museo italiano, dopo gli Uffizi, per numero di visitatori.

I libri sul comodino

«Parto dalla Commedia dantesca, una rivelazione – dice Cecilie Hollberg – La lettura è dettata anche da un impegno che ho preso con la Frankfurter Allgemeine Zeitung che mi ha chiesto, in questa ricorrenza del centenario, di scrivere un pezzo sulla mia terzina favorita: Inferno, canto ottavo, 61/63: “Tutti gridavano: A Filippo Argenti!; / e ’l fiorentino spirito bizzarro / in sé medesmo si volvea co’ denti”. Poi ci sono i “Tales from Shakespeare” di Mary e Charles Lamb che nel 1807 riassunsero a modo loro i più famosi drammi del Bardo. E due libri per così dire geografico ambientali: una raccolta di saggi sui Grand Tour e “Historische Landschaften Italiens” di Arnod Esch, specialista di storia medievale, uscito in Germania nel 2018 e ora tradotto in italiano da Flavia Paoli per col titolo “Viaggio nei paesaggi storici italiani”».

Il libro della vita

«Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’unico libro che ho letto più volte – dice Hollberg – Linguaggio, ambiente, periodo storico, soggetto, personaggi, protagonisti, caratteri, tipi, tutto contribuisce a farne un capolavoro, con in testa don Fabrizio, il Principe di Salina, le zie bigotte e naturalmente Donnafugata. E poi, grazie a Luchino Visconti, è uno dei rari casi in cui la versione cinematografica restituisce perfettamente lo spirito e le atmosfere del libro».

Il colpo di fulmine

«Dico Diabolik – ci sorprende Hollberg – Da quando l’ho scoperto, qualche anno fa, l’ho rincorso nei mercatini e sulle bancarelle, non solo per leggerlo ma anche per regalarlo agli amici. Una scoperta che ha fatto tutti felici. Le strisce di Diabolik arrivano dopo Asterix e Tintin, gli unici fumetti che i nostri genitori ci permettevano di leggere. Con questi precedenti è stata una fantastica esperienza quando tutti insieme abbiamo visitato le grande mostra di Hergé, allestita nel 2016 a Parigi, al Grand Palais. Un’apoteosi».

L’ultima sorpresa

«Con il suo “Leonardo”, edito da Beck di Monaco nel 2019, Bernd Roeck, profondo conoscitore del Rinascimento, è riuscito ad aggiungere al gran numero di pubblicazioni dedicate al genio vinciano, una sorprendente biografia basata su nuove fonti – dice la direttrice dell’Accademia – Accanto a Leonardo ci sono “Le Rime” di Michelangelo, una preziosa edizione in tedesco regalatami da mio padre quando ebbi l’incarico all’Accademia. Inaspettate furono anche le stesse rime, ma in italiano, che ebbi da un amico fiorentino».

non delude mai

«Sono le biografie di Stefan Zweig. L’ultima che ho letto è quella su Magellano. E poi naturalmente Maria Antonietta e Maria Stuarda, appassionanti. Insieme a Zweig, c’è la lettura delle voci del “Lexikon des Mittelalters” (“Enciclopedia del Medioevo”) che sono una scoperta continua, la costruzione di un mondo».

Il libro da rileggere

«Il “Faust” di Goethe e “Il nome della rosa” di Eco. Racchiudono più che un universo filosofico, religioso, storico, umano – dice Hollberg – È impossibile percepire in una sola volta tutta la loro portata e sottrarsi al fascino delle loro conoscenze».

Il libro delusione

«Ho letto molti libri deludenti sui Medici, costringendomi a finirli. Ancora non sono riuscita a trovare quello giusto in grado di restituire l’idea della storia della famiglia, della città e del periodo».

ispiratore sul lavoro

«Al momento “Ernest e Celestine al museo” di Gabrielle Vincent, uscito in Italia da Gallucci, un libro per bambini con disegni stupendi, un racconto pieno di tenerezza. Me lo regalò un’amica inglese quando seppe che guido una Vespa di nome Celestina». —

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