Gioco
La Pantera ci graffierà sempre il cuore Addio Milva, hai dato la tua voce all’Italia
La Rossa se ne va a 81 anni: da Brecht a Strehler a Piazzolla ha segnato un’epoca. Con un timbro davvero unico
DAVIDE BONESI
Dai, in fondo tutti i ferraresi lo hanno detto almeno una volta in passato con chi decantava i tanti cantanti famosi dell’Emilia, omettendo sempre proprioi ferraresi. «Noi abbiamo Milva, la pantera di Goro». Ebbene, da venerdì Maria Ilva Biolcati in arte Milva è morta a Milano ma il suo nome resterà per l’eternità. È morta all’età di 81 anni, dopo un ultimo periodo di vita reso pesante dai problemi di salute, ma il suo nome è e sarà per sempre uno dei più importanti del panorama musicale italiano.
Milva la rossa, ma come le è stato riconosciuto nella sua lunga carriera, era qualcosa di diverso, viaggiava su binari nuovi, perché grazie all’incontro con Strehler si specializza nel repertorio di Brecht, facendo innamorare schiere di fan all’estero, soprattutto Francia e Germania.
vita e inizi
Milva era nata a Goro e il legame con la sua terra è rimasto immutato, anzi si è rafforzato nella tragedia del 3 novembre del 2000, il tragico scoppiò che toccò da vicino i suoi parenti e la vide in prima fila nel raccogliere aiuti. Un amore ricambiato in più occasioni dai suoi compaesani.
Nata il 17 luglio del 1939 alle 23, nella sua casa di via Cesare Battisti, era figlia del commerciante di pesce Pescariello e della sarta Noemi Farinelli. La sua voce viene notata da subito, a quindici anni canta già nell’Orchestra Adriatica, poi dopo aver girovagato in varie orchestre da balere, attorno ai diciassette anni si trasferisce a Bologna con i genitori, la sorella Luciana e il fratello Antonio. Nel 1959 a vent’anni vince il concorso voci nuove a Rimini della Rai e lì diventa famosa.
Nella vita privata, nel 1961 ha sposato il regista Maurizio Corgnati, matrimonio da cui nel 1963 è nata Martina, critica d’arte rimasta al suo fianco fino agli ultimi giorni.
Dopo la separazione, Milva ha avuto altre relazioni sentimentali, in particolare con colleghi di lavoro, ma ha sempre definito Corgnati l’uomo più importante della sua vita. Nel 2010 i primi problemi di salute e l’annullamento di alcuni concerti della nuova tournée e nel 2013 l’addio alle scene, non solo a livello di spettacoli, ma anche di comparsate in tv.
la carriera
Milva non è un’artista che si può racchiudere in un genere È partita sì con la musica leggera, in particolare quella popolare, ma da subito fa notare il suo impegno civile e sociale, così nel corso della carriera diventa interprete ideale di repertori più colti.
Impossibile elencare i suoi successi, certo è ricordata per le quindici presenze record al Festival di Sanremo (con tanti podi) e il lungo elenco di album (173 fra studio, live e raccolte con 80 milioni di dischi venduti).
Ancora è conosciuta per canzoni di successo come Milord, La filanda e Alexander Platz, per non parlare delle collaborazioni musicali con Astor Piazzola, Franco Battiato, Ennio Morricone ed Enzo Jannacci (che gli scrisse la canzone La rossa e lei ricambiò con l’omonimo disco del 1980), fino a Giorgio Faletti, che le scrisse il brano The show must go on del 2007, anno della sua ultima partecipazione a Sanremo. Ma Milva già dai primi anni Settanta ha legato il proprio nome al teatro, mescolandolo alla musica, come dimostrano i dischi curati da Strehler Milva canta Brecht del ’71 e Brecht del ’75, anno in cui esce anche il disco Libertà, altro filone importante della sua carriera molto al di fuori degli schemi.
L’IMPEGNO CIVILE
Impossibile, poi, separare la carriera di Milva dai valori in cui credeva, in primis l’antifascismo. E così diventa quasi simbolica la sua morte alla vigilia del 25 aprile, tanto che l’Anpi nazionale l’ha ricordata sui social con un video di repertorio della Rai dove canta Bella ciao.
LEI E LA TOSCANA
Milva , la rossa a Montecatini. La voce di una vera professionista nella città termale. Come dimenticare la bellissima cantante in giro per la città. Ma soprattutto nelle sue esibizioni sul palcoscenico del Teatro Verdi.Il varietà si chiamava ' Di che vizio sei ? ' con la regia di Adolfo Lippi, fu uno spettacolo pieno di trovate ironiche, balletti, canzoni e tanta allegria. Alla fine degli anni '80. Decenni che abituarono Montecatini ad essere sempre in televisione e i montecatinesi ad avere a che fare con cantanti, attori e personaggi del mondo dello spettacolo. La ricorda con nostalgia l'ex sindaco Alberto Lapenna. «Ci ha lasciato un mito della canzone italiana e del Teatro – ricorda Lapenna – a Montecatini è stata protagonista insieme a Gigi Proietti delle sei puntate della trasmissione televisiva 'Di che vizio sei' , in onda dal Teatro Verdi su Rai 1». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google