La protesta
Recuperate nuove sale agli Uffizi e riemergono anche degli affreschi
Nella ristrutturazione complessiva della Galleria resi agibili ampi spazi sotterranei e al primo piano
Gabriele Rizza
FIRENZE. Per gli Uffizi è tempo di sorprese e ampliamenti. Da un lato il museo si allarga inglobando altri duemila metri quadrati recuperati al pianterreno e nel sottosuolo del complesso vasariano, dall’altro questo recupero ha portato alla luce una serie di affreschi del Sei e Settecento che giacevano sepolti sotto una coltre di intonaco.
Partiamo dagli spazi, finora inaccessibili. Si tratta complessivamente di 43 sale, 22 al piano terra e 21 nel piano interrato, rese ora agibili nel quadro degli interventi che sfoceranno nella attesa da tempo realizzazione dei Nuovi Uffizi. Intanto si parte con un sostanziale riassetto delle modalità di accesso al complesso vasariano. Si accederà infatti dalla parte più vicina all’Arno mentre la biglietteria verrà sistemata nell’ala di Ponente (dove sorgerà anche un nuovo guardaroba per i gruppi) proprio di fronte all’ingresso, dall’altro lato del piazzale, che godrà ora di vari punti di accoglienza e di un secondo guardaroba. «In questi ultimi cinque anni – sottolinea il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – è stato fatto un enorme progresso nel recupero degli spazi, progresso che permette un accesso al museo più razionale e sicuro, e punti di accoglienza organizzati in modo più efficiente».
Quanto ai due affreschi riaffiorati sotto l’intonaco, uno ritrae il granduca Ferdinando I, mentre l’altro raffigura il giovane Cosimo II de’ Medici a figura intera e a grandezza naturale, con le allegorie di Firenze e Siena, opera quest’ultima da attribuire all’ambito del pittore Bernardino Poccetti. Infine, in una sala adiacente, sono state riportate alla luce tutte le decorazioni eseguite nel corso del Settecento, probabilmente durante il regno di Pietro Leopoldo di Lorena. Si tratta di motivi vegetali che ornano le pareti e il soffitto, al centro del quale è affrescata una panoplia con fasci littori.
Tutti questi ambienti, che si trovano al pianterreno della Galleria, entrano così a far parte del nuovo ingresso al museo e saranno visibili al pubblico. «Partiranno nel contempo – conclude Schmidt – i restauri alle grandiose sale che fino ad oggi hanno ospitato le biglietterie e il bookshop e che al termine dei lavori, fra circa un anno, saranno adibite ad ospitare la statuaria classica, con opere provenienti dai depositi e altre recentemente acquistate. Nel frattempo, i visitatori raggiungeranno lo scalone monumentale attraverso un percorso temporaneo, mentre ai visitatori con disabilità motorie sarà riservato l’ingresso nell’ala di Ponente, a fianco dell’auditorium Vasari. Infine nell’aula magliabechiana è stato allestito un nuovo spazioso bookshop, che sostituisce il precedente caotico insieme di banchi di vendita e merci. Resta invariata l’uscita su piazza Del Grano». —
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