Il Tirreno

«L’uomo scimmia di Lewis mi ha aperto il cervello “La lunga rotta” eccezionale»

Elena Torre
«L’uomo scimmia di Lewis mi ha aperto il cervello “La lunga rotta” eccezionale»

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Elena Torre

Giobbe Covatta è uno dei comici più conosciuti e amati nel nostro paese, ed è anche uno scrittore, umorista e commediografo. Ma Giobbe Covatta è anche un lettore attento ed esigente, che difficilmente si accontenta di leggere un libro per volta. Giobbe insieme alla moglie Paola Catella è in libreria con “Donna Sapiens. Il maschio è una specie animale o una specie di animale?” uscito per Giunti.

I primi libri

«Cominciamo dalla prima infanzia – dice Covatta – anzi, non proprio la prima, diciamo la seconda perché nella prima non sapevo manco leggere. Ai tempi delle elementari mi sono nutrito di tutti i libri d’avventura per i ragazzi di allora, il mio preferito era Salgari con i suoi “tigrotti della Malesia” e tutto quel mondo fantastico e avventuroso che fa volare la mente di un bambino».

Il libro letto più volte

«Ci sono molti libri che mi è capitato di riprendere in mano nel corso degli anni, ma quello che forse ho letto più volte è “La lunga rotta” di Bernard Moitessier – dice Giobbe – È il racconto della sua partecipazione al primo giro del mondo in barca a vela in solitario e senza scalo. Nel 1968 Moitessier partì da Plymouth a bordo della sua barca Joshua e dopo dieci mesi di oceano, nonostante avesse accumulato circa un mese di vantaggio sugli altri concorrenti, decise di abbandonare la regata e continuare la sua navigazione in solitario fino ad approdare a Tahiti. Rinunciò così al ricco premio e agli onori della vittoria. “La lunga rotta” non è solo un libro fondamentale per chi come me ama la vela ed è cresciuto per mare, ma è anche un insegnamento di vita, una indagine sul senso dell’esistenza e sugli eccessi della società contemporanea».

ha lasciato un segno

«Un libro che in qualche modo mi ha segnato è “I vagabondi del Dharma” di Kerouac, ma uno che mi ha tirato veramente fuori il cervello è stato “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” di Roy Lewis – dice l’attore – Con esilarante umorismo molto inglese l’autore condensa nell’arco della vita di un solo uomo primitivo intuizioni e scoperte fatte dall’uomo in migliaia e migliaia di anni. È stato per me una folgorazione: mi ha insegnato che non solo è possibile scrivere un saggio che è anche molto divertente, ma che questo è il modo più semplice e diretto per comunicare dati rigorosamente scientifici a chi ne è digiuno. Credo di essere debitore a questo libro del mio tentativo di fare la stessa cosa in teatro».

I libri di studio

«Poiché nella vita faccio l’attore, nella mia biblioteca ci sono tantissimi libri di teatro e sul teatro. La parte del leone la fa naturalmente Shakespeare, e di tutte le sue opere quella che preferisco è Amleto, un monumento all’ambiguità e all’incertezza che caratterizzano ancora oggi la nostra vita. Mi si potrebbe obiettare: ma perché un’opera di Shakespeare e non una di Eduardo de Filippo? Perché io, da attore e da napoletano, adoro visceralmente Eduardo e credo di sapere a memoria quasi tutte le sue commedie, ma dal punto di vista della lettura vera e propria Shakespeare è irraggiungibile. Eduardo te lo devi guardare».

da isola deserta

«Se dovessi scegliere un solo libro da portare su un’isola deserta non so su quale cadrebbe la mia scelta, ma so quale sarebbe l’autore: Italo Calvino. Mi accontenterei di uno qualsiasi dei suoi libri e li consiglio a tutti, a qualsiasi età. Ma senza bisogno di finire su un’isola deserta un altro libro che consiglierei a tutti (me compreso naturalmente) è il vocabolario e magari anche un libro di grammatica italiana. L’italiano è una bellissima lingua, che dobbiamo preservare come una specie in via di estinzione».

lo leggevo a mia figlia

«A Olivia non ho mai letto le fiabe classiche. Il suo, e il mio, libro preferito era “Il trattamento Ridarelli”, un libro geniale scritto da Roddy Doyle. I Ridarelli sono minuscoli personaggi che proteggono i bambini e quando un adulto li tratta ingiustamente o dice loro una bugia i Ridarelli li puniscono facendogli pestare una cacca! Un libro che si svolge nell’arco di pochi istanti e si ride tantissimo! E cosa c’è di più bello di ridere insieme a tua figlia? Niente». —

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