Il Tirreno

la mostra 

Il gigante di Giannelli ci invita a riflettere sui valori della cultura

Elena Torre

L’opera è al Palazzo Mediceo di Seravezza fino a giugno poi in estate sarà a Pietrasanta e a settembre a Carrara 

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Elena Torre

SERAVEZZA. C’è un gigante di sei metri in resina che spinge il Palazzo Mediceo di Seravezza, si tratta di una installazione site-specific dello scultore Emanuele Giannelli che dal primo maggio tornerà ad esporre in uno spezio urbano. Il gigante si chiama Mr Arbitrium e rimarrà a Seravezza fino alla fine di giugno quando scenderà verso Pietrasanta alla ricerca di un nuovo palazzo a cui appoggiarsi fino alla fine di agosto. Settembre lo vedrà invece impegnato a spingere il Duomo di Carrara.

Filippo Rolla è il curatore di questo progetto artistico patrocinato dal Comune di Seravezza e promosso dalla Fondazione Terre Medicee. Ma Mr Arbitrium spinge o sorregge il palazzo? Allo spettatore scegliere l’interpretazione che preferisce, e questo dubbio che chi guarda si trova ad affrontare, rappresenta il cuore del lavoro di Giannelli che invita a interrogarsi su quello che sarà il mondo tra venti o trent’anni a scegliere se «conservare le tradizioni e la cultura del passato, rappresentate in questo caso dall’edificio storico, oppure respingere la nostra storia e cultura di uomini occidentali».

«In un momento storico di grandi cambiamenti e di ritmi sempre più accelerati come quello che stiamo attraversando – spiega l’artista– a mio avviso, esiste realmente questo dilemma che inevitabilmente ci chiede di scegliere: spazzare via la Chiesa o l’edificio storico, simbolo delle istituzioni, di storia, di cultura e tradizione passata o invece sostenere e difendere la Chiesa, la nostra storia millenaria, i simboli della cultura dell’Occidente? Credo che non solo nei prossimi decenni, ma già oggi dovremmo aver chiaro il percorso che vogliamo intraprendere, la scelta che intendiamo fare». Arte dunque come comunicazione sociale attuata in modo teatrale per catturare con un solo sguardo l’attenzione dello spettatore chiamato a interpretarla secondo la sua sensibilità. Socialità, teatralità temi ricorrenti nell’opera di Giannelli insieme alla gravità esplorata in altre sue famose opere come “I sospesi” del 2013 o gli uomini e le donne blu di “Xtopia tribù” che nuotano sospesi simili a uno stormo di uccelli.

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