Sicurezza
Il “gemello digitale” del David sarà la stella dell’Expo di Dubai
L’opera, delle stesse dimensioni dell’originale ma in resina, sarà installata nel padiglione Italia
C’è un David in viaggio. Verso Dubai, dove rappresenterà l’Italia alla prossima Esposizione Universale. La storia è vera, il David è falso. Ma fino a un certo punto. Nel senso che quello che oggi lascia Firenze alla volta dell’Oriente, in Tir fino a Milano, poi in volo da Malpensa fino a Dubai, è un copia esatta, in tutto e per tutto, anche nelle imperfezioni e nelle smagliature causate dal tempo, del capolavoro michelangiolesco.
Diviso in 14 pezzi, accuratamente rimontato, imbragato orizzontalmente, doverosamente protetto, coi suoi 400 chili, il novello David è atteso a un compito importate: essere testimone dell’arte, della cultura, della storia, della ricerca scientifica, dell’immagine e dell’immaginario del Belpaese nel mondo. Come dire, vedi il David finto a Dubai e poi vieni a Firenze a scoprire quello vero. L’operazione, promossa dal Commissariato per la partecipazione dell’Italia a Expo 2020 assieme al ministero della Cultura e alla Galleria dell’Accademia, unisce la memoria storica e un presente ad altissima tecnologia per farsi al tempo stesso messaggero del possibile rilancio del capoluogo toscano e delle città d’arte italiane presso l’opinione pubblica mondiale. «Il David resta e resterà sempre nel nostro museo – rassicura la direttrice dell’Accademia Cecilie Hollberg – ma il suo gemello, il più simile mai realizzato grazie a una sofisticata digitalizzazione e poi alla stampa in 3D, sarà certamente il punto di maggiore attrazione del Padiglione Italia durante il semestre dell’Expo che si apre il primo di ottobre». L’opera è stata al centro, in questa fase del progetto, coordinato da Grazia Tucci dell’ateneo fiorentino, di un certosino lavoro di rifinitura finalizzato a conferirle l’aura, il valore artistico, la portata simbolica e il magnetismo estetico dell’originale. Per due mesi Nicola Salvioli, esperto nel campo del restauro su grandi sculture, ha lavorato con il suo team per rivestire questo “scheletro” tridimensionale con un impasto di resine e polvere di marmo di Carrara, donandogli una “pelle” utile a ricreare la magia del coinvolgimento emotivo della scultura che tutti conosciamo. «A Dubai dove arriverà la settimana prossima – assicura Hollberg – a tutti visitatori dell’Expo, il primo grande evento dopo la fase più acuta della pandemia, ricorderà che David vinse contro Golia e che anche nell’epoca del coronavirus la vittoria del bene contro il male è un risultato alla portata dell’essere umano. Ma al di là del suo valore simbolico, che si riflette nel travagliato mondo di oggi, questo modello ci permette di acquisire nuove informazioni sulla scultura michelangiolesca, aggiornando i dati rilevati circa vent’anni fa. Si tratta di un passaggio fondamentale sia per ulteriori studi futuri, sia per simulazioni di vario tipo utili alla sua conservazione. Dati che saranno archiviati e conservati dalla Galleria, nell’ottica anche della tutela dell’immagine del David». Le operazioni per la partenza da Firenze del David si sono concluse in serata. La riproduzione della statua è stata caricata, con l'aiuto di una gru, su un camion per poi essere portata in un deposito dove sarà custodita fino al volo da Milano a Dubai. —
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