Il dolore
Addio a Lee Aaker, il Rusty di “Le avventure di Rin Tin Tin”
L’attore, che aveva 77 anni, è deceduto per le conseguenze di un ictus Era in povertà e aveva combattuto a lungo contro gli abusi di alcol e droga
Sergio Braccini
È stato uno dei bambini più invidiati del mondo, da chi bambino lo era più di mezzo secolo fa. Pochi sapevano che (nella finzione) era rimasto orfano; tutti quanti invece sognavano di essere lui, che insieme al suo cane pastore, intelligente e coraggioso, era il protagonista di un fortunatissimo e seguitissimo telefilm ambientato a Fort Apache: “Le avventure di Rin Tin Tin” trasmesso dalla Abc dal 1954 al 1959 e in Italia (dove ha segnato la storia della tv dei ragazzi al tempo della Rai in bianco e nero) tra la fine degli anni Cinquanta e Sessanta. Nel telefilm Rusty è la mascotte del settimo cavalleggeri e li accompagna nelle battaglie contro gli indiani: finisce spesso nei guai, ma viene sempre salvato dal fido e intraprendente amico a quattro zampe.
È quindi con un profondo senso di tristezza che anche in Italia è stata accolta la notizia della morte di Lee Aaker, il baby attore che ha interpretato il ragazzino allevato dai soldati della cavalleria americana (incluso James Brown nel ruolo del tenente Rip Masters) a Fort Apache, dopo che i suoi genitori erano stati uccisi dai nativi americani.
Aaker è morto per le conseguenze di un ictus, all’età di 77 anni, a Mesa, in Arizona, come ha annunciato ieri a “The Hollywood Reporter” Paul Petersen, l’ex star di “Donna Reed Show” da tempo uno dei principali sostenitore degli ex attori bambini. L’attore ha combattuto a lungo contro l’abuso di droghe e alcol e aveva solo un parente che tuttavia «non poteva aiutarlo», ha detto Petersen, aggiungendo che il certificato di morte di Aaker lo elenca come un «defunto indigente». Un’altra triste fine della vita di un attore bambino di Hollywood, segnata dal declino, anche economico che troppo spesso fa seguito ai fasti di inizio carriera. In un’intervista del 2011, Aaker ha raccontato di aver ricevuto 250 dollari a episodio all’inizio delle riprese di “Rin Tin Tin”, con il suo stipendio che era poi cresciuto fino a 500 dollari con l’ultima stagione (una cifra considerevole, per l’epoca).
Nato a Inglewood, in California, il 25 settembre 1943, Lee William Aaker esordì in piccole parti in film come “Il più grande spettacolo del mondo” (1952) e “Mezzogiorno di fuoco” (1952). Diede particolare prova del suo talento interpretando il figlio rapito di uno scienziato nucleare (Gene Barry) in “La città atomica” (1952); il figlio di una proprietaria di una fattoria dell’Arizona (Geraldine Page al suo debutto cinematografico) in “Hondo” (1953) con John Wayne; il figlio di una donna disperata (Barbara Stanwyck) che cerca di salvare il marito intrappolato (Barry Sullivan) in “La marea della morte” (1953). L’ultima apparizione cinematografica risale al 1963 con “Ciao ciao Birdie”: dopo quella pellicola, i ruoli per Aaker cominciarono a diventare sempre più ridotti, spingendo così l’ex bimbo prodigio a lasciare Hollywood non ancora ventenne per trasferirsi a Mammoth Mountain, in California, dove ha lavorato come falegname per due decenni e ha anche insegnato a sciare ai bambini svantaggiati e alle persone con disabilità, vivendo con una pensione di 1.500 dollari al mese. —
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