Gioco
Rinviata a maggio la mostra al Bargello per il ritorno di Dante nella sua Firenze
L’esposizione ricca di opere in arrivo da mezzo mondo ricostruisce la fortuna della Commedia nella città
FIRENZE. Un centenario difficile per Dante Alighieri, anche lui vittima della pandemia, rinviato, ripescato, oscurato, quando non annullato, sballottato fra un’escursione online e un riversamento in streaming in attesa di potersi finalmente mostrare in pubblico, con le dovute cautele. Un Dante, un po’ come tutti noi, in lista di attesa. Così è anche per “Onorevole e antico cittadino di Firenze”, la mostra allestita al Bargello di Firenze (la più grande di quelle organizzate nella “sua” città) che avrebbe dovuto aprire il 23 marzo, poi rimandata al 21 aprile e ora, con la chiusura dei musei prorogata fino al 30 aprile, attesa per l’11 maggio.
«Non possiamo che augurarci – commenta la direttrice del Bargello, Paola D’Agostino – che posticipare a maggio l’apertura della mostra coincida con una nuova primavera per il nostro Paese. Certo, finché la data non viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, restiamo nel campo degli auspici. Nel frattempo non c’è che aspettare l’arrivo in sicurezza delle opere, alcune provenienti dall’estero, da Toledo, da Parigi, dal Metropolitan, dai Musei vaticani, mente si sono conclusi i lavori di sistemazione degli spazi, a partire dal cortile finalmente liberato dai ponteggi». Mesi di chiusura, però anche di lavori e aggiornamento: «È quanto la pandemia ci ha obbligato a fare, ma è stata anche un’opportunità per mettere a punto un sistema di nuova visibilità e accessibilità per tutti, anche quando le porte del museo restano forzatamente sbarrate. L’investimento fatto in questi mesi sull’online, sulla digitalizzazione, sulle visite virtuali, va visto come un meccanismo virtuoso a favore della vita e della crescita di una istituzione culturale, un procedimento parallelo, non certo alternativo né sostitutivo ma neanche in competizione, con quelli che sono i tradizionali itinerari vissuti in diretta con il pubblico. Ci sarà molto da fare per capitalizzare queste esperienze e armonizzare le due facce della medaglia. Ma il futuro è segnato, impossibile tornare indietro».
Tornando invece alla mostra, curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, come il ricco catalogo edito da Mandragora, nella Cappella della Maddalena al primo piano (restaurata per l’occasione) e nelle sale al piano terra, troveranno posto oltre cinquanta pezzi, tra manoscritti, dipinti, tavole a fondo oro, documenti d’archivio, che illustreranno le tappe e i protagonisti della ricostruzione postuma del rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera, nel secondo quarto del Trecento. «Si tratta – conclude D’Agostino – di copisti, miniatori, commentatori, lettori, volgarizzatori, le cui vicende professionali e umane si intrecciano fittamente, restituendo l’immagine di una città che sembra trasformarsi in uno scriptorium diffuso, al centro del quale campeggia la Commedia». Alla realizzazione della mostra, e al finanziamento di una serie di laboratori gratuiti per i bambini e le famiglie dedicati alla scoperta di Dante e della Firenze del Trecento, contribuisce la Fondazione Cr Firenze.
La mostra resterà aperta fino all’8 agosto. —
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