Il dialogo fra i popoli al centro delle opere di Frédéric Bouabrè
Un percorso con oltre 350 cartoni dell’artista ivoriano visitabile online al Palazzo delle Esposizioni di Lucca
LUCCA. Al Palazzo delle Esposizioni di Lucca è possibile visitare virtualmente la mostra antologica dedicata ad uno degli autori internazionali più importanti del secondo dopoguerra dal titolo “Frédéric Bruly Bouabrè. Arte Alfabeto Universale” curata da Alessandro Romanini.
Il percorso espositivo mira alla messa in evidenza della necessità di un dialogo tra i popoli e l’importanza di trovare un linguaggio universale dell’arte. È possibile dunque fruire la mostra attraverso visite guidate online, virtual tour, nonché pillole video e attività digitali che saranno via via disponibili sul sito www.fondazionebmluccaeventi.it e sui canali social degli organizzatori come la Fondazione Banca del Monte di Lucca e del Palazzo delle Esposizioni. La mostra resterà aperta fino al 13 giugno sperando che sia anche possibile poterla visitare anche di persona e poter così ammirare dal vivo le oltre 350 opere di proprietà della famiglia dell’artista e di collezioni private che ricostruiscono le principali fasi della lunga carriera dell’artista ivoriano.
Si tratta di cartoni di piccole dimensioni «su cui – come si legge sulla presentazione della mostra – l’artista annotava le accurate osservazioni sull’esistente, nascoste sotto la superficie, documentano le varie fasi tematiche dell’artista, da quella dedicata all’alfabeto visuale Bété a quella de “La gioia della nascita” e “L’umanità”, che celebra la parentela, passando per quella de “L’albero della vita” e “La leggenda Zakolo” e le “Pietre di Bekora”, fino ad arrivare a “L’Africa presenta la sua cultura”, “Visione del sole” e quella celebre de “La conoscenza del mondo”». Oltre a queste opere anche un inedito e rarissimo dipinto a olio su tela, nonché foto, documenti, lettere, bozzetti e scritti. Di Frédéric Bruly Bouabrè ricordiamo la celebre mostra “Magiciens de la terre”, del1989 a Parigi al Centre George Pompidou e “Africa Remix”, senza dimenticare il Guggenheim Museum di Bilbao, la Tate Modern di Londra e il Portikus di Francoforte. L’esposizione gode della collaborazione della Fondazione Alighiero e Boetti con il quale Frédéric Bruly Bouabrè ebbe in vita un rapporto di amicizia stretta e stima reciproca. —
Elena Torre
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