Italia
La Scuola Superiore Sant’Anna fucina di talenti eccellenti
PISA. Maria Chiara Carrozza, neo presidente del Cnr, è l’ultima di una serie di personalità legate alla Scuola Superiore Sant’anna di Pisa ad accedere ai vertici delle istituzioni. L’altro esempio eclatante è il segretario del Partito democratico Enrico Letta, già presidente del Consiglio, che all’istituto pisano si “perfezionò” in Diritto delle comunità europee e del Sant’Anna fu poi professore. Un decennio dopo attraversa quegli stessi corridoi l’attuale vicesegretario dem, Giuseppe Provenzano, già ministro del Sud nel governo Conte, under 40 prodigio della politica italiana.
Al Sant’Anna sono legati da un dottorato honoris causa in economia anche il presidente Mario Draghi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia, ex presidente della Corte Costituzionale. Ma soprattutto alla Consulta siede dal 2020 tra i giudici costituzionali Emanuela Navarretta, professoressa dell’Università di Pisa, che si specializzò proprio al Sant’Anna.
Non è un caso che dal Sant’Anna emergano eminenti figure femminili. Basta guardare alla governance della scuola stessa. Due dei tre ultimi rettori sono donne: prima della rettrice in carica Sabina Nuti, ci sono stati Pierdomenico Perata e appunto Maria Chiara Carrozza, che al Sant’Anna si dottorò in Fisica. La prorettrice vicaria è Arianna Menciassi. I presidi delle due Classi sono Anna Loretoni (Scienze sociali) e Mario Enrico Pè (Scienze sperimentali). Nessuna quota rosa, solo quote competenti, dicono alla Scuola. Il Sant’Anna è un’istituzione pubblica (e gratuita) che fa da sempre un punto d’orgoglio nell’essere accessibile a tutti i ragazzi capaci di superare le puntigliosissime selezioni. Non una scuola per “fighetti”. Ma un motore di mobilità sociale basato sui talenti. Da formare alle scienze applicate e alla contemporaneità. Un’oasi in cui conta il merito. L’ultima nomina ne è una dimostrazione. —
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