Toscana
“Vita da Carlo”, Verdone racconta le sue giornate in una serie tragicomica
roma. Non una commedia ma una tragicommedia: Carlo Verdone ne è perfettamente consapevole, da sempre ci scherza sopra. L’affetto invadente dei suoi fan, il suo sguardo ironico, quella capacità di distaccarsi dalle cose che capitano sotto i suoi occhi con sarcasmo e un secondo dopo bonariamente ricomprenderle, sono alcuni aspetti della sua esistenza pubblica mentre prova da sempre a difendere con riservatezza quella privata. Ce n’è per dieci puntate, tante sono quelle di “Vita da Carlo”, il progetto annunciato nel gennaio 2020 e che a breve sarà sul set. Una serie Amazon Original (prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis, Filmauro), versione romanzata della sua vita, un documentario in cui Verdone interpreterà se stesso ma fino ad un certo punto. La comedy “Vita da Carlo” approderà su Prime Video nel prossimo autunno.
Primo ciak dunque previsto a metà maggio e sopralluoghi in corso in questi giorni. Nato da un’idea di Nicola Guaglianone e Menotti (Roberto Marchionni) – il duo che ha firmato “Lo chiamavano Jeeg Robot” – “Vita da Carlo” è sceneggiato da loro, con Verdone e il fedele Pasquale Plastino. «Sarà divertente perché avrò la grande libertà di raccontare senza freni il mio pubblico e il mio privato. Se qualcuno mi seguisse durante una mia giornata tipo almeno 4-5 volte avrebbe boati di risate – aveva detto il regista presentando il progetto – È una sfida con me stesso: riuscire ad essere traducibile fuori dell’Italia, devo incuriosire anche chi in altri paesi non mi conosce. Ma sono sicuro di farcela a farmi capire chi sono e lo farò essendo estremamente sincero». Una parte importante di “Vita da Carlo” sarà relativa alla sanità. «Sono un appassionato serale che studia gli atti dei congressi medici e avendo azzeccato sei diagnosi importanti sono molto richiesto: c’è sempre qualche amico che mi chiama chiedendo consigli persino di ginecologia che non è terreno mio, mentre su gastroenterologia, reumatologia e sistema nervoso ho una grande competenza. Poi certo, dico sempre di chiedere conferma al medico». —
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