Il Tirreno

sorprese nell’uovo di pasqua 

Un gustoso umorista di fine ‘800 e il romanzo “smarrito” di Tobino

Fabio Canessa

Da Ghislanzoni al giallo del verista De Roberto ecco i libri che resuscitano dopo lungo oblio

3 MINUTI DI LETTURA





Fabio Canessa

Federico Maria Sardelli ha raccontato nel bellissimo “L’affare Vivaldi” (Sellerio, pp. 304, 14 euro) che quando Antonio Vivaldi morì in miseria nel 1741, la sua musica era passata di moda e così il suo nome rimase ignoto al mondo per più di duecento anni, per poi essere riscoperto solo dopo la Seconda guerra mondiale. Fa un certo effetto pensare che Leopardi, Manzoni o Garibaldi non abbiano mai sentito nominare Vivaldi. Questo fenomeno carsico di tornare alla luce dopo un lungo oblio capita spesso anche agli scrittori di successo che il cambiamento dei gusti fa cadere nel dimenticatoio per anni, a volte per secoli. Poi, grazie a qualche ricorrenza o al fiuto di un editore vispo, resuscitano sugli scaffali dei librai, freschi di stampa e riveriti dai critici.

umorismo ritrovato

Era addirittura dal 1888 che non veniva ristampata una chicca deliziosa come “Un suicidio a fior d’acqua” (Polyhistor, pp. 278, 25 euro), che meriterebbe di trovare spazio nelle antologie letterarie scolastiche come irriverente risposta al Romanticismo foscoliano. L’autore è Antonio Ghislanzoni (1824-1893), librettista dell’Aida di Giuseppe Verdi e giornalista satirico, come dimostra questo spassoso romanzo, tornato alla luce grazie alla cura di Franco Minonzio. Il protagonista è un giovane sognatore che, esaltato dalla lettura dell’Ortis di Foscolo e schifato dal mestiere di commerciante al quale il padre lo vorrebbe avviare, pensa che «la poesia lo emancipi dallo sgobbare». Con ridicola enfasi, dichiara amore eterno a tre donne diverse, si riempie di debiti e, quando cade vittima di un’algida marchesa, sarebbe pronto per un eroico suicidio. Prima di arrivare alla morale finale, secondo la quale «la vita è un romanzo umoristico», Ghislanzoni sferza l’ottusa borghesia della Lecco ottocentesca, deride i grulli che si illudono che la realtà sia la retorica dei libri e rivela, con cinico disincanto, che noi uomini non siamo altro che un impasto di vanità ed egoismo, di cui il suicida è il massimo rappresentante. A sorprenderci sono anche il ritmo e la freschezza della scrittura brillante di Ghislanzoni, tutt’altro che polverosa.

il letargo di tobino

Un pensiero in singolare sintonia con quello di Mario Tobino (1910-1991) che, in un romanzo del 1942 da tempo introvabile e ora riesumato dalla editrice Vallecchi di Firenze, anche lei da poco resuscitata, scrive così: «Che alcuni giovani scrivano le poesie anche questo è un bel mistero (...) È la poesia un male peggiore del cancro, peggio della tisi, che almeno di queste malattie si muore, mentre invece della poesia si soffre soltanto, a meno che uno, rarissimo su milioni, non sia riamato dalla poesia». Si tratta de “Il figlio del farmacista” (Vallecchi, pp. 96, 14 euro) un’autofiction, come la definisce Giulio Ferroni, nella quale lo scrittore viareggino mescola autobiografia e invenzione, rintracciando nei ricordi della giovinezza la sua passione per il mondo e per la letteratura. Una riscoperta provvidenziale, perché si tratta di uno dei romanzi più felici di Tobino, di forte presa emotiva e di scrittura vigorosa.

un giallo... verista

Infine, siccome il mercato attuale è dominato dai gialli, c’è chi, sfruculiando tra i classici, ha scoperto che ne aveva scritto uno anche il verista Federico De Roberto (1861-1927) noto soprattutto per il capolavoro “I Viceré”. La sua crime story datata 1896 si intitola “Spasimo” (Bibi Book, pp. 130, 10 euro). È il caso di una contessa suicida ma forse assassinata, su cui indaga un giudice dalla «cultura legale solidissima» e dalla «molta scienza della vita e del cuore umano». Chissà se, tra Montalbano e i vecchietti del Bar Lume, troverà spazio nel cuore del lettore di oggi anche il giudice detective inventato da De Roberto, la cui arma è l’analisi psicologica dei sospettati. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web