Il Tirreno

«Joseph Roth e Isaac Singer per me sono una certezza Shakespeare non stanca mai»

Gabriele Rizza
«Joseph Roth e Isaac Singer per me sono una certezza Shakespeare non stanca mai»

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Gabriele Rizza

Ottavia Piccolo esordisce giovanissima: è la bambina sorda e muta di “Anna dei miracoli” con Anna Proclemer, regia Luigi Squarzina. Poi è Caterina nel “Gattopardo” di Visconti e a 15 anni approda al Piccolo alla corte di Giorgio Strehler (“La baruffe chiozzotte” di Goldoni). Il futuro è iniziato come meglio non si potrebbe: teatro, cinema, televisione e il leggendario “Orlando furioso” di Luca Ronconi. Una carriera lunga 60 anni, senza cedimenti, nobile e coerente, che Rai 5 celebra con tre appuntamenti testimoni del decennale sodalizio con Stefano Massini: ieri è passato il film “Sette minuti” diretto da Michele Placido, il 10 è la volta di “Occident Express”, il 17 tocca a “Donna non rieducabile” che inquadra Anna Politkovskaja. Sempre di Massini, ma stavolta in teatro, insieme a Paolo Pierobon, Ottavia Piccolo è la protagonista di “Eichmann dove inizia la notte”, regia di Mauro Avogadro.

Il libro sul comodino

«Occorre il plurale – dice l’attrice – Faccio parte della giuria del Premio Strega e di quello intitolato ad Alessandra Appiano. In questi giorni mi toccano una ventina di titoli. Poi però c’è il piacere di leggere: “L’assemblea degli animali” di Filelfo, una meravigliosa favola senza tempo che ha molto da insegnarci sul presente. E poi “Venezia è un pesce” di Tiziano Scarpa, una guida che è una geografia lagunare, una stagione dell’anima, perché, come recita il sottotitolo, “smarrirsi è l’unico posto dove vale la pena di andare”».

Il libro della vita

«Pure qui uso il plurale – dice Ottavia Piccolo – Sono due, insieme fanno una certezza che non è mai venuta meno. Li devo a un amico scrittore e libraio, ma anche attore, Virgilio Scapin: “Giobbe” di Joseph Roth e “Il mago di Lublino” di Isaac Singer. Mi hanno aperto un mondo. Mi hanno fatto svoltare. A proposito di Singer nel 1978 ero a Catania, avevo appena letto “Il mago di Lublino”. Alla Standa c’era una svendita di libri, fra cui tutto Singer. Li comprai. Fu l’affare della mia vita. Non economicamente ma culturalmente, perché di lì a poco avrebbe vinto il Nobel. Fiorirono le ristampe ma io Singer già ce l’avevo».

Il libro da rileggere

«Dico sempre che ho un grande bagaglio di lacune. Non finirei mai di leggere. Però se c’è un autore che non mi stanca mai è Shakespeare. Mi piace riprendere in mano le sue opere, magari in una nuova edizione o con una traduzione diversa. Non è solo una cosa che riguarda il mio lavoro, ma ha anche a che fare con la mia crescita personale, la mia maturazione etica, civile. Se ogni tanto qualcuno se lo va a rileggere fa solo bene».

Il libro sorpresa

«Mi ha colpito “InFame” di Ambra Angiolini – dice Piccolo – Un libro sincero che non mi aspettavo. Si tratta di un libro mémoire, scritto molto bene. L’argomento è serio, sensibile. Ambra ha sofferto di bulimia. Parla di sé, affronta il suo percorso, racconta la sua vittoria sulla malattia. Davvero una bellissima sorpresa».

da mettere in scena

«Non mi accade quasi mai di pensare di passare dalla pagina al palcoscenico – dice l’attrice – È successo solo con “Le irregolari” di Massimo Carlotto, la tragedia dei desaparecidos, le madri di Plaza de Mayo. Così è nato il monologo con la regia di Silvano Piccardi “Buenos Aires non finisce mai”. Nel 2002 siamo andati in Argentina: l’ho recitato lì davanti a loro, le vere protagoniste di questo oratorio laico. È stato commovente».

Il libro delusione

«Siccome sono un’autodidatta e ho sempre letto per informarmi, per capire, per studio e per piacere, una volta, cominciato un libro, volevo arrivare in fondo, anche se non mi prendeva. Poi ho capito che non ne valeva la pena. Se li metto da parte non muore nessuno. Chissà, un giorno mi ricapiterà fra le mani o sarà dimenticato per sempre. Voglio dire che non ci sono libri deludenti, perché, come scrive Amos Oz, i libri non ti tradiscono mai, sei tu che li tradisci, vai via, te li dimentichi, ma loro ti aspettano, prima o poi puoi sempre ritrovarli. Ricordate Massimo Troisi? Entra in libreria e dice: “Però così non vale, tutti a scrivere, solo io a leggere”. È un po’ quello che succede a tutti noi che amiamo i libri: quando mai potrò leggerli?». —

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