Il dolore
Da “Rain man” a “Float” la disabilità è cult
È difficile averci a che fare nella vita vera, figuriamoci sul grande schermo. La disabilità è un campo minato, soprattutto per chi non lo conosce da vicino, e il rischio è quello di scadere nel patetico o nell’ovvio, dove il tono è trattenuto fra le maglie dell’imbarazzo e del disagio. Il cinema ha trattato spesso la disabilità e i risultati migliori arrivano dalle storie senza il freno a mano tirato, dove lo sguardo è sincero e senza preconcetti.
ANNA DEI MIRACOLI
Adattato sul grande schermo da Arthur Penn, e ispirato all’opera teatrale di William Gibson, racconta la vera storia di Helen Keller, scrittrice e attivista, dall’età di 19 mesi sordo-cieca. La narrazione si concentra sull’infanzia di Helen e sul rapporto con l’insegnante Anne Sullivan, capace dopo un lungo percorso di far uscire la bambina dal buio della propria disabilità, rendendola autonoma. Nel film è affidato ad Anne Bancroft il ruolo dell’istitutrice, a Patty Duke quello della ragazzina, entrambe premiate con l’Oscar.
IL MIO PIEDE SINISTRO
Tratto da una storia vera anche l’esordio dietro la macchina da presa di Jim Sheridan. Christy Brown, nato in una numerosa famiglia operaia, è affetto da paralisi cerebrale e l’unica parte del corpo che è in grado di usare è il suo piede sinistro. Diventerà pittore e scrittore, e conquisterà la donna che ama. Grande interpretazione di Daniel Day-Lewis che vince l’Oscar nel 1990.
RAIN MAN
È del 1988 la pellicola di Barry Levinson con Tom Cruise e Dustin Hoffman. Il primo è un cinico venditore di auto da corsa che scopre di avere un fratello maggiore autistico, impersonato dal secondo. La relazione scivola via sulla difficoltà di comunicazione, mentre il tono è tutt’altro che consolatorio, con la disabilità affrontata a viso aperto e, infine, accettata reciprocamente. Quattro gli Oscar vinti: miglior film e regia, miglior attore protagonista a Hoffman e miglior sceneggiatura originale.
QUASI AMICI
Film francese campione di incassi in patria e apprezzatissimo anche altrove, fotografa due mondi diversi che si combinano meravigliosamente in una commedia dalle tonalità variopinte, dove il dramma va a braccetto con l’ironia.
LO SCAFANDRO
E LA FARFALLA
Co-produzione franco-statunitense (premiata a Cannes) tratta dall’autobiografia di Jean-Dominique Bauby, caporedattore di Elle che all’età di 43 anni ha un ictus che lo riduce alla cosiddetta sindrome locked-in. Completamente paralizzato, gli resta come mezzo per comunicare la palpebra sinistra, ma non si arrende.
FORREST GUMP
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Winston Groom, il film di Robert Zemeckis con Tom Hanks, vincitore di sei Oscar, è una parabola dell’uomo puro, poco dotato intellettivamente, ma ricco di umanità, che corre incontro alla vita, come una piuma leggera trasportata dal vento.
FLOAT
È un delizioso corto Pixar (7 minuti quasi muti) scritto e diretto da Bobby Rubio: un padre scopre che suo figlio è diverso dagli altri. Lo nasconde per proteggerlo fino a quando non l’accetta per com’è, accompagnandolo con il sorriso nella vita. —F.L.
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