Il Tirreno

i dati di un anno difficile 

Schmidt: «Crollo di visitatori ma Uffizi settimi nel mondo»

Schmidt: «Crollo di visitatori ma Uffizi settimi nel mondo»

Meno 72 per cento di pubblico nel 2020 nel polo museale fiorentino In netto aumento i giovani al di sotto dei 25 anni, riapertura forse a maggio

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FIRENZE. «Il colpo della pandemia è stato fortissimo, ma le Gallerie degli Uffizi resistono», parola del direttore Eike Schmidt durante l’incontro con i giornalisti della stampa estera in Italia. «Nel 2020 abbiamo avuto complessivamente 1,2 milioni di visitatori fra Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli, cioè il 27,5% dell’anno precedente, nonostante il Covid e tutto quello che ha comportato in termini di chiusure e restrizioni – ha detto Schmidt – Questo ci posiziona al settimo posto tra i musei d’arte di tutto il mondo, nel 2019 eravamo al nono posto in classifica. Abbiamo perso il 72% dei visitatori, percentuale identica al Louvre di Parigi e al Reina Sofia di Madrid. Complessivamente abbiamo realizzato introiti per 8,8 milioni di euro, che rispecchiano esattamente la percentuale di decrescita dei visitatori. Nel 2019 gli incassi erano stati di 34 milioni di euro».

Tuttavia, secondo Schmidt, ci sono stati anche degli sviluppi positivi: le popolazioni cittadina e regionale si sono riappropriate dei musei fiorentini, e sono aumentate le visite dei giovani sotto ai 25 anni. «L’analisi dei numeri ce lo conferma – ha detto Schmidt – per i visitatori sotto i 25 anni si è registrata una crescita stabile tra fine giugno e la terza settimana di agosto. Si tratta di una crescita che vale in particolare per la fascia 19-25 anni. Numeri che rivelano come non si sia trattato di fenomeni isolati o episodici, ma di uno sviluppo durevole e di ampio respiro, grazie ad una strategia precisa e sistematica di avvicinamento rivolta ai giovani. Nel 2020 per la prima volta la presenza di visitatori under 25 alla Galleria degli Uffizi è stata più di un terzo del totale (34,6%). Questo equivale ad una crescita della fascia pari al più 24,9% rispetto all’anno precedente».

E poi uno sguardo verso il futuro. «Per i musei non aspettiamo la ripartenza vera prima dell’anno prossimo – ha detto Schmidt – Dal 2022 ci aspettiamo il ritorno alla grande richiesta che c’era prima della pandemia. Operativamente, come Uffizi per inizio maggio saremo pronti a riaprire: abbiamo 15 nuove sale dedicate alla pittura del Cinquecento fiorentino e romano che verranno inaugurate lo stesso giorno in cui il museo tornerà ad accogliere il pubblico. Quello che ci auguriamo, in cui speriamo fortemente, è una riapertura stabile. Ed abbiamo anche la speranza di poter evitare nuove chiusure il prossimo inverno, anche se ora è presto per poter azzardare qualsiasi ipotesi in questo ambito».

Infine la strategia degli Uffizi Diffusi. «Le prime iniziative in partenza, già nelle prossime settimane – ha detto Schmidt – riguarderanno realtà piccole e saranno in questa fase iniziale nella maggior parte esposizioni temporanee; l’idea è però di trasformare tutto questo in un network stabile, e avere una parte del nostro sito appositamente dedicata ai musei toscani e alle iniziative degli Uffizi Diffusi. Sarà una grande operazione in fieri: via via, ogni anno, si aggiungeranno sempre nuove iniziative, piccole e grandi».

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