La protesta
«Scopriamo nuovi clienti e il lavoro non manca anche se la fatica è tanta»
«C’è chi il fornello non lo ho quasi mai acceso. E si avvicina titubante. Si riconoscono subito, spesso sono coppie giovani. Prima chiedono consigli sui prodotti, poi la ricetta. Allora gli spiego tempi e modalità di cottura, insegno loro qualche trucco del mestiere. Tanti potrebbero essere miei figli. Fino a un anno fa il sabato andavano a cena fuori. Ora se vogliono concedersi qualcosa di diverso da mangiare, devono cucinarselo. Sono i nostri nuovi clienti. Quelli che dall’inizio della pandemia hanno fatto crescere i nostri affari. Può suonare male, ma a noi il Covid ci sta facendo lavorare di più».
Si comincia alle 4,20 del mattino. Sveglia, furgone, e via a prendere le delizie fresche nella zona di Livorno. Poi una sistemata al bancone, con le mani nel ghiaccio. Quindi la partenza in direzione dei mercati rionali, o delle piazze dei paesi della provincia di Pisa. Agnese e Sergio. Pescivendoli a quattro ruote. Lei dibatte di cucina con le casalinghe, lui questo lavoro, ormai, ce l’ha nel sangue. «Mio nonno Leonetto vendeva il pesce sulla sua bicicletta, girando per le case, negli anni Cinquanta. Poi è toccato a mio zio Loriano e a mio padre Lido. E del 1990 ci sono io. Dieci anni più tardi si è unita anche mia moglie. E menomale. È lei la vera anima dell’attività». Agnese Marinai e Sergio Simoneschi rientrano a casa, a La Borra, frazione del comune di Pontedera, soltanto nel primo pomeriggio. «E non è finita, perché una volta terminata la giornata di lavoro c’è da sistemare il magazzino. I nostri figli hanno 24 e 19 anni – racconta Agnese - e hanno imparato presto a crescere da soli. Noi usciamo di casa all’alba e torniamo dopo l'ora di pranzo».
In un contesto economico da allarme rosso – con molte attività costrette a chiudere a causa della crisi generata dall’emergenza sanitaria e dalle restrizioni a lei collegate – Sergio e Agnese non possono lamentarsi. Anzi. «Le persone passano molto tempo in casa, ci sono maggiori possibilità di cucinare, anche piatti elaborati. E allora quando ci sentono passare col furgone – raccontano – escono in strada e si comprano un sacchetto di vongole, oppure un’orata. Sono questi i prodotti più venduti». Pazienza, gentilezza e passione. Sono i tre assi che Sergio e Agnese giocano ogni giorno per condurre al meglio la vita da ambulanti. Quella fatta di orari folli e fatica. «Ciò che ripaga i nostri sforzi – dicono – è il rapporto speciale che si crea coi clienti. Ultimamente ne abbiamo conosciuti di nuovi, ma in ogni paese in cui andiamo ci sentiamo parte della comunità. Per tutti, noi siamo i “pesciai”». —
T.S.
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