Gioco
Dal vecchio gelataio in bici all’Ape in tour, il Covid “rianima” una tradizione
L’idea dei titolari di una gelateria di Pontedera: «È la risposta alle difficoltà del momento. Sarà bello andare in giro nei paesi»
Tommaso Silvi
In un universo sempre più tecnologico, c’è un pianeta che sta provando a girare nel verso opposto. Guardando al passato. E l’esperimento sembra funzionare. Il commercio di strada ha ancora il suo fascino. E con l’arrivo del virus è cresciuto l’esercito di chi torna indietro per andare avanti. Attraverso un salto nel tempo.
«Nei mesi scorsi ho iniziato a portare il gelato ai clienti sulla mia Vespa. Facevo avanti e indietro dal locale decine di volte al giorno. Allora abbiamo deciso di organizzarci e di investire». Con un mezzo molto “familiare”. Rumoroso quanto basta per non passare inosservato e attirare l’attenzione della gente, simpatico e colorato. A Pontedera la gelateria si sposta sull’Ape. È l’idea di Alberto Minuti, 52 anni, e Andrea Martini, 54, titolari della storica gelateria artigianale “Via Gotti 5”, nel cuore della città. «Anche se ora le norme anti-contagio ci consentono di stare aperti, c’è molta meno gente in giro rispetto all’epoca “pre-virus”. E se arrivano quattro o cinque persone – racconta Alberto – si crea subito la fila a causa degli ingressi limitati. I clienti sono quasi scoraggiati a comprarsi un cono o una vaschetta da portare a casa. E allora, da loro ci andiamo noi».
L’ ApeGotti ha iniziato ieri la sua avventura e ogni giorno scorrazzerà per le vie di Pontedera e delle zone limitrofe. Può ospitare fino a otto gusti diversi. «Sono cresciuto a Cascina, dove tutti da bambini aspettavano “Il Sighieri”. Era il gelataio che arrivava sulla sua bici. Uscivamo di casa – racconta Alberto – e compravamo il nostro dolce preferito. Altri tempi, certo, ma con la pandemia le case sono tornate a riempirsi di persone durante la giornata. Vogliamo provare a rispolverare un momento del passato, rendendolo attuale».
Alberto e Andrea hanno aperto la gelateria nel 1994. Mai avrebbero pensato di ritrovarsi su un Ape, tra piazze di paese e giardini pubblici. «A dire il vero la tentazione di fare qualcosa di diverso dalla solita attività ce l’avevamo da qualche anno, ma il lavoro andava bene e quindi non abbiamo mai avuto la spinta giusta per fare “il grande passo”. Ora – prosegue Alberto Minuti – la situazione ci obbliga a fare qualcosa di diverso, a raggiungere tutta quella gente che ama sempre il gelato, ma che per vari motivi non viene più a gustarselo in città». Ispirandosi al “Sighieri” di Cascina, Alberto e Andrea animeranno le strade dei borghi e porteranno un po’ di gioia “zuccherata” in tour. Con il loro “ApeGotti”. «Forse la risposta a questo momento drammatico – conclude Alberto – sta anche nella riscoperta delle tradizioni. Un passo indietro per prendere lo slancio e sperare in un futuro migliore». —
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