Il Tirreno

Per la via Emilia come sulla Route 66 o nei luoghi dello spirito e delle storie

Fabio Canessa
L’immagine Marc Chagall, “sulla cittÀ” (1918), Galleria Tretyakov, Mosca (particolare)
◗
L’immagine Marc Chagall, “sulla cittÀ” (1918), Galleria Tretyakov, Mosca (particolare)

Donati ci porta in uno straordinario on the road sull’antica consolare, affascinanti le Guide di Giunti

3 MINUTI DI LETTURA





Il libro è il viaggio di chi non può prendere un treno, diceva Francis De Croisset un secolo fa. Così oggi, impossibilitati a viaggiare, per visitare il mondo non ci resta che leggere.

VIAGGIATORI ISPIRATI

L’editrice fiorentina Giunti ha appena inaugurato la collana Guide per viaggiatori ispirati, curata da Sarah Baxter. I primi due volumi sono dedicati ai “Luoghi spirituali” e ai “Luoghi letterari” (entrambi pp. 144, 16,90 euro): l’uno ci conduce dal monte Olimpo al cammino per Santiago di Compostela, l’altro spazia dalla Parigi di Victor Hugo alle brughiere di “Cime tempestose”, passando per il Central Park di “Il giovane Holden” e la Napoli descritta da Elena Ferrante in “L’amica geniale”.

COME STEINBECK

Ma il viaggio più affascinante è quello che un giornalista di razza come Carlo Donati ci racconta nel fluviale “Strada Nove” (più di 700 pagine in due volumi). Convinto che la nostra Strada Statale 9, cioè la via Emilia, non abbia niente da invidiare alla Route 66 americana tranne uno Steinbeck che la raccontasse, prende per mano il lettore e lo accompagna lungo l’intero percorso dell’antica strada consolare, costruita da Marco Emilio Lepido nel 187 a. C. Non è facile oggi ripercorrerla tutta, evitando tangenziali e autostrade; se Donati ci riesce è grazie alla passione ostinata e alla curiosità onnivora con le quali attraversa la ventina di città tra Rimini e Piacenza, con una energia affabulatoria che non ha uguali. Equidistante dalla guida turistica e dal saggio accademico, il libro coinvolge il lettore mescolando storia, letteratura, arte, industria, gastronomia, cinema e geografia, servendosi di una scrittura affabile, quasi una chiacchierata amichevole, nutrita però da una cultura vasta quanto l’enciclopedia. Lo spunto narrativo parte da un ricordo d’infanzia degli anni Cinquanta, la notte in cui il padre lo portò a vedere le moto della Milano-Taranto sulla via Emilia; da lì si srotola un reportage che lascia senza fiato per come compone un affresco di ampio respiro che, unendo sintesi e incisività, traccia un profilo memorabile dell’Emilia-Romagna e riesce a cogliere con pochi tratti il dna dei suoi artisti, a snocciolare aneddoti gustosi e sunteggiare eventi storici stratificati negli ultimi due millenni.

LA STRADA NOVE

Attraversando antichi ponti romani e incontrando i più disparati abitanti della zona, Donati cerca il fiume Rubicone sul quale Giulio Cesare avrebbe detto la famosa frase “il dado è tratto”, si chiede se sia vera la leggenda della sfida avvenuta a Savignano tra l’orchestra Casadei e l’Equipe 84, sosta di fronte al monumento all’elefante di Annibale che ricorda la sconfitta romana sul fiume Trebbia, entra nei cimiteri per visitare le tombe di Edmondo Berselli e Pier Vittorio Tondelli. A Rimini celebra il genio di Fellini, ma sulla collina modenese di Fiumalbo rende omaggio a Mirco Naldini, l’ultimo pastore che fa la transumanza con il suo gregge. Pagine illuminanti sono dedicate ai poeti, quelli consacrati come Giovanni Pascoli e Tonino Guerra, ma anche i dimenticati come Tito Balestra e Antonio Delfini, “l’autore ignoto più famoso del Novecento”. Spesso ci sorprende svelandoci intrecci insospettati: nella Forlimpopoli del 1851 il brigante Pelloni, detto il Passatore, fece irruzione nella casa di Pellegrino Artusi e lo costrinse a consegnargli denaro e gioielli; l’attentato a Mussolini nel 1926 a Bologna fu sventato dal tenente a Carlo Alberto Pasolini, padre di Pier Paolo. Dopo una brillante meditazione su che cosa sia la nebbia, il viaggio on the road di Donati si chiude con Giovannino Guareschi.

Per l’autore è il libro della vita, per il lettore del 2021 può diventare quello che rappresentò nel 1957 il formidabile “Viaggio in Italia” di Guido Piovene. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore