Gioco
Una nuova Fondazione accende i riflettori sull’opera di Catarsini
forte dei marmi. Una nuova Fondazione intitolata a Alfredo Catarsini anima il panorama culturale della Toscana. Nato a Viareggio nel 1899, figura poliedrica di artista, Catarsini attraversa anagraficamente il Novecento (muore nel 1993) sperimentandone tutte le correnti e dando vita a due movimenti originali: il Riflessismo e il Simbolismo meccanico.
Giovanissimo incontra Modigliani a Parigi e poi entra in contatto con Marinetti, Viani, Carrà mentre fra le sue frequentazioni figurarono anche i nomi di Ungaretti e Moses-Levy. Partecipa più volte alla Biennale di Venezia (dove nel 1948 conosce fra gli altri Vedova, Turcato, Birolli, Guttuso, Leoncillo) e alla Quadriennale di Roma. Noto soprattutto per la sua attività di pittore, e prima ancora di disegnatore e ritrattista, Catarsini fu anche critico d’arte e scrittore. Nel 1968 pubblica il romanzo “Giorni neri”, ambientato in Lucchesia durante la Resistenza, in nuova uscita a breve per la Nave di Teseo.
Descritto da Antonio Paolucci come «il pittore toscano dell’emozione», durante la sua lunga carriera, fra sperimentazione e ricerca, Catarsini non abbandonerà mai la pittura di contemplazione meditata della sua terra e il suo interesse per l’essere umano. Il paesaggio, insieme ai ritratti e alle figure, sono soggetti costanti di tutta la sua opera. «In pratica Catarsini – sottolinea Elena Martinelli alla guida della neonata Fondazione – è un intellettuale che si accosta a tutti i linguaggi delle avanguardie senza subirli; li sperimenta e li elabora, li riprende e li abbandona, non seguendo però un percorso cronologico né progressivo, ma scegliendo di volta in volta ciò che lo stato d’animo o un’urgenza formale gli suggerisce».
Il lancio della Fondazione cade a 40 anni dalla grande personale di Palazzo Strozzi del 1981, un anniversario che sarà celebrato con una retrospettiva allestita a Villa Bertelli di Forte dei Marmi dal 26 marzo fino al 6 giugno. Curato da Elena Martinelli e Claudia Menichini, edito da Belforte, un volume ripercorre la parabola artistica di Catarsini. —G.R.
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