Il Tirreno

Tra blockchain e criptovalute gli affari ora “navigano” online

P.M.

Dal primo tweet del fondatore di Twitter, all’opera “messa al rogo” di Bansky: il valore si attesta spesso nell’ordine dei milioni di euro 

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Dal primo cinguettio di Jack Dorsey, il fondatore di Twitter, a un video di dieci secondi realizzato dall’artista digitale Beeple. Ma anche una gif – diventata poi meme – di un gatto che vola lasciandosi alle spalle un arcobaleno e un’opera di Banksy prima bruciata e poi digitalizzata. Il fenomeno dell’arte digitale, che si fonda sul riconoscimento di autenticità delle opere online attraverso la cosiddetta tecnologia blockchain, è in rapida diffusione. E non solo per la quantità di opere digitali, ma anche per la capacità che queste hanno di muovere risorse economiche tangibili.

IL PRIMO, STORIco tweet

Ad accendere nuovamente la luce su questo fenomeno, nei giorni scorsi, ci ha pensato il fondatore di Twitter e filantropo statunitense Jack Dorsey, che ha deciso di mettere all’asta il primo cinguettio della piattaforma. Il suo, appunto. “Just setting up my twttr”, ovvero “Sto impostando il mio twttr”, come era inizialmente chiamato il progetto. Il tweet, ancora ben visibile, è datato 21 marzo 2006 e, tra poco, compirà 15 anni di vita. Un’era geologica fa nel mondo digitale. Anche per questo, forse, Dorsey ha deciso di metterlo in vendita come cimelio della storia del web. Che, evidentemente, ha attirato l’attenzione di molti: l’asta, cominciata sabato, ha già superato i due milioni di dollari. Chi la spunterà, alla fine, potrà dire di essere l’unico proprietario del tweet, anche se questo rimarrà nella bacheca di Dorsey e, quindi, visibile a tutti gli utenti. In ogni caso, il fondatore di Twitter ha già annunciato che il ricavato verrà interamente devoluto in beneficenza.

OPERE DIGITALI

Il primo tweet della storia, però, è soltanto l’ultimo caso di opera d’arte digitale. Beeple, nome d’arte di Mike Winkelmann, un paio di settimane fa ha espresso in modo colorito la sua sorpresa di fronte al valore che un suo video di dieci secondi è riuscito a raggiungere. Venduto nell’ottobre scorso per 67mila dollari, il video che – a quanto pare – raffigura un Donald Trump gigantesco, nudo e coperto di graffiti sdraiato su un prato, è stato rivenduto soltanto qualche mese dopo per 6,6 milioni di dollari. Cifra senz’altro più contenuta, ma non meno impressionante, è quella raggiunta da Nyan Cat. Famosissimo tra il 2010 e il 2011, Nyan Cat rappresenta un gatto volante che, dietro di sé, lascia un arcobaleno. Si tratta, in questo caso, di una gif, un formato di file per immagini che si traduce in brevissimi video che si riproducono a ripetizione. A differenza del video di Beeple, Nyan Cat è stato venduto attraverso la criptovaluta Ether che, al momento dell’acquisizione, aveva un valore di oltre 580mila dollari.

BANKSY BRUCIA

In un incrocio tra arte materiale e arte digitale, alcuni membri di una società dedita alla blockchain hanno acquisito per 96mila dollari e poi bruciato un disegno dell’artista inglese Banksy. Il video del disegno in fiamme è stato pubblicato sulla piattaforma OpenSea e, adesso, vi è soltanto una versione digitale dell’opera distrutta. Un passaggio definitivo dall’arte che conosciamo a quella del web? —

P.M.

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