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il fuori programma 

Dà un passaggio in moto a Ibrahimovic: «Un flash voleva guidare lui»

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SANREMO. «Sai quella cosa che non ti aspetti? ». Quella cosa seduta sulla sella posteriore del TMax 500 di Francesco Nocera, 49 anni, piccolo imprenditore edile di Borgio Verezzi (Savona) motociclista per caso e tifoso di incrollabile fede milanista, è niente di meno che Zlatan Ibrahimovic che, avendo come destinazione Sanremo ed essendo bloccato in auto nel traffico dell’Aurelia, ha chiesto un passaggio al primo motociclista che ha trovato. E quel motociclista era proprio lui, Francesco Nocera da Borgio Verezzi.

«Una cosa che non mi sarei mai aspettato». E mentre racconta, Nocera è ancora emozionato per aver trasportato a bordo del suo scooterone il calciatore considerato uno tra i più forti e completi al mondo, proprio quello il cui video dell’arrivo a Milanello campeggia sulla sua pagina facebook: era il 2 gennaio 2020. «Certo, l’avrei fatto per chiunque», dice adesso Nocera, ammettendo che «se fosse stato un interista, forse ecco... Ma no, l’avrei fatto anche per lui».

Nocera accetta di ricostruire i fatti: «C’era stato un incidente in autostrada, e l’Aurelia di conseguenza era intasata. Per quello ho deciso di prendere la moto, altrimenti non ce l’avrei mai fatta a fare tutti i giri che dovevo fare. Sull’Aurelia accosto un suv nero e vedo che c’è il finestrino abbassato. Riconosco Ibrahimovic, d’altra parte sono un tifoso milanista. E lui, che si è accorto subito che l’avevo riconosciuto, mi fa: mi porti a Sanremo? Un flash. Ho detto, certo. Avevo un casco sotto la sella. Voleva guidare lui ma gli ho detto che forse era meglio di no. Così si è seduto dietro e siamo partiti. Certo, non me lo immaginavo così. Quando ancora andavo allo stadio lo vedevo da lassù e mi sembrava normale. Invece è molto alto e molto grosso. Vestito con un paio di jeans, un giaccone, un paio di sneaker e la mascherina deve aver avuto freddo, poverino, perché qui la sera fa freddo in moto e io certo non riuscivo a fargli del tutto scudo. Non siamo riusciti a fare conversazione perché io ero emozionato e teso: ero concentrato sulla strada. Insomma, avevo sulla moto una persona che vale tanto oro quanto pesa se non di più, una bella responsabilità. Quando è sceso mi avrà ringraziato mille volte e mi ha promesso una sua maglia». —

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