Il Tirreno

su rai 1 l’8 marzo 

Se Montalbano perde la testa per la giovane collega Antonia

Se Montalbano perde la testa per la giovane collega Antonia

Arriva “Il metodo Catalanotti” nuovo e forse ultimo episodio della serie Zingaretti: «Non so se continuiamo, adesso sto in una sorta di limbo»

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ROMA. Salvo Montalbano “isciuto completamente pazzo” per amore della collega Antonia della scientifica, in mezzo un’indagine che si consuma in un contesto a lui estraneo: il teatro. Il commissario è pronto a tornare sul piccolo schermo, su Rai 1 l’8 marzo, con il un nuovo, attesissimo episodio “Il metodo Catalanotti” che vede nel cast Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Antonia Truppo, Angelo Russo, Marina Rocco, con Greta Scarano appunto nel ruolo di Antonia, e con la partecipazione di Sonia Bergamasco.

Questa volta le sorprese non saranno poche come spiega Luca Zingaretti che da oltre vent’anni presta volto, voce, e anima, al commissario creato da Andrea Camilleri. Montalbano vivrà un vero stravolgimento perché è pronto a cambiare la sua vita per amore, non per la sua eterna fidanzata Livia (Sonia Bergamasco) ma della giovane collega Antonia che lo fa impazzire d’amore e gli fa mettere in dubbio anche la sua carriera tanto da essere disposto a mollare tutto. «La più grande delle novità in questo film – dice Zingaretti – è la perdita di controllo del commissario travolto dalla passione. Il suo è un mondo legato alla sua terra, ma anche ai riti che sono quasi sempre gli stessi. Non è la prima volta che prende una sbandata lo sappiamo, ma questa volta si innamora davvero. Ora per raccontare questo terremoto interiore, abbiamo deciso di cambiare anche il suo tipo di parlare e di conseguenza la recitazione ovvero la mia, per renderlo più realistico, tormentato. Per raccontare tutto questo occorreva un salto, bisognava marcare la differenza, trovare un dolore nuovo, un coraggio disperato. Penso di poter dire che ci siamo riusciti e di aver fatto, tutti quanti insieme, un gran bel lavoro».

E allora ecco la domanda che tutti i fan di Montalbano si stanno facendo: sarà questo il capitolo finale della serie? Zingaretti non scioglie al momento la riserva: «Non c’è stanchezza su questo personaggio. Io però dico che i morti da due sono diventati tre, oltre a Camilleri e Sironi anche lo scenografo Riccieri, ed erano compagni di squadra. Non è una cosa da poco non trovare più i punti di riferimento. Da una parte c’è la tentazione del voler tornare al timone della barca, per rispetto a queste persone. Dall’altra mi chiedo se Camilleri ci domandasse tutto questo. Quest’anno è stato segnato da tante cose, ma soprattutto il tempo si è fermato con il Covid. Non c’è stato tempo di elaborare il lutto, perché il tempo non è scorso. E io sto in questa sorta di limbo».

Il produttore Carlo Degli Esposti è sibillino: «Cosa ne sarà di Montalbano? Ora è presto. Il Covid ci impedisce di tornare sul set con la tranquillità che ci ha contraddistinto in questi anni: ci sarà un momento, passata la pandemia in cui prenderemo una decisione. Per me e per altri Montalbano resta eterno». E certamente ha ragione. Montalbano è da sempre prodotta dalla Palomar di Carlo Degli Esposti con Rai Fiction, e la serie ha festeggiato i vent’uno anni ed è ormai un classico. Oltre un miliardo di spettatori calcolando anche le repliche, numeri da record assoluto.

«Montalbano è il testimonial principe non solo della fiction della Rai, ma anche della Rai come tale e dell’italianità», dice chiudendo Maria Pia Ammirati direttrice di Rai Fiction. —

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